Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid, la bozza di monitoraggio Iss: Rt sotto 1, Umbria fra le 4 regioni a basso rischio. Aumentano i ricoveri

  • a
  • a
  • a

Le 4 regioni attualmente considerate a rischio basso sono Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. Le altre 17 sono a rischio moderato. È quanto emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia. Tante le informazioni presenti nel documento, da cui si può tracciare un trend affidabile di ciò che sta accadendo in Italia a livello epidemiologico. Nel periodo 11 - 24 agosto 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,92- 1,01), prossimo alla soglia epidemica ed in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente (1,01). Si segnala anche una lieve diminuzione anche dell’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero, pari alla soglia epidemica. È in leggero aumento l’incidenza settimanale a livello nazionale: 74 per 100.000 abitanti. L’incidenza rimane al di sopra della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

 

 

 

Si conferma invece il trend di aumento dei ricoveri ospedalieri, secondo quanto emerge dalla bozza di monitoraggio settimanale. "Il tasso di occupazione in terapia intensiva - si legge - è in aumento al 6% (rilevazione giornaliera ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in aumento da 504 (24 agosto 2021) a 544 (31 agosto 2021)" In aumento anche i ricoveri da covid nei reparti ordinari: "Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta leggermente al 7,3%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 4.036 (24 agosto a 4.252 (31 agosto)": 

 

 

 

Il documento conferma anche la ormai totale preponderanza della variante Delta in Italia. "La circolazione della variante Delta di Sars-CoV-2 è prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione europea ed associata ad un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in Paesi con alta copertura vaccinale". Il metodo per abbassare il trend è noto: "Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità".