Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Omicidio Sonia Marra, la Cassazione: "Alibi di Bindella incompatibile con il delitto"

  • a
  • a
  • a

"Gli spostamenti di Umberto Bindella, tra le 16.20 e le 19.30, sono accertati e incompatibili con la commissione da parte sua dell’omicidio di Sonia Marra", la studentessa pugliese di 25 anni scomparsa dall’abitazione dove viveva a Perugia la notte tra il 16 ed il 17 novembre del 2006. Lo scrivono i giudici della Prima sezione penale della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui hanno reso definitiva, lo scorso 19 marzo, l’assoluzione di Bindella, imputato per omicidio e occultamento di cadavere e assolto sia in primo che in secondo grado. Respingendo il ricorso della Procura generale di Perugia, i supremi giudici scrivono che "la Corte di assise di appello (…) ha condiviso le conclusioni raggiunte dal primo giudice in ordine agli accertati spostamenti di Bindella, incompatibili con la commissione, da parte sua, dell’omicidio, tra Santa Maria degli Angeli, dove si trattenne sino alle 17.30-18.00, e la scuola di inglese a Perugia, presso la quale risultò presente tra le 19 e le 21".

 

 

"L’eventuale dubbio sull’orario di arrivo di Bindella alla lezione d’inglese (da collocarsi alle 19.15 o al più alle 19.40 secondo l’ipotesi a lui più sfavorevole) potrebbe comunque lasciare al massimo un piccolo spazio temporale, di circa un’ora - sottolineano i giudici di piazza Cavour - che, a tutto voler concedere, appare realmente troppo stretto per consentire tutta quelle serie di eventi collegati alla commissione dell’omicidio: l’incontro con la giovane, l’essersi con lei appartato, l’aver commesso l’omicidio che anche nell’ottica accusatoria non era premeditato, l’aver sistemato ed occultato il cadavere, l’accedere all’appartamento della giovane in via Purgotti e il recarsi infine alla lezione d’inglese in altra zona di Perugia".

 

 

Nelle motivazioni, il Palazzaccio sottolinea "la complessiva modestia del compendio indiziario raccolto a carico di Bindella" escludendo inoltre che "l’uomo che intorno alle 19.00 fu visto entrare nell’appartamento di Sonia Marra e lì trattenersi brevemente, per poi allontanarsi a bordo di una berlina bianca, possa identificarsi nell’imputato". Su questo punto i supremi giudici affermano che la Corte di assise di appello "ha esaminato il dato in modo ineccepibile. Ha, in primis, dato atto dell’esistenza, già rimarcata dal primo giudice, di elementi contrastanti in relazione alla generale compatibilità tra l’ignoto - da identificarsi, stando all’impostazione accusatoria, nell’omicida o, comunque, in persona coinvolta nel delitto - ed Umberto Bindella".