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In Umbria due morti al mese sul lavoro: il report dell'Osservatorio sicurezza

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In Umbria dal primo gennaio al 31 luglio il lavoro ha fatto quattordici vittime, una media di due al mese. E’ la quarta regione in Italia per incidenza secondo quanto emerge dal report elaborato dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering su dati Inail. L’ultimo infortunio mortale della lista è quella che si è verificato il 29 luglio a San Gemini dove un uomo di 60 anni dipendente di una ditta privata è morto schiacciato contro un muro dal proprio mezzo da lavoro che si è sfrenato mentre, lungo una strada in pendenza, era impegnato nelle operazioni di autospurgo.

 

 

 

A livello nazionale i morti in sette mesi sono stati 543, il Molise è la prima regione per incidenza. Il settore delle costruzioni, manifatturiero e trasporto e magazzinaggio sono quelli in cui si verificano i maggiori casi. Le statistiche vanno oltre. Più del 90% delle vittime sono uomini, quasi la metà ha oltre 55 anni. In Umbria il 18,7% delle vittime sono di nazionalità straniera. Il lunedì è il giorno nero. Dei quattordici infortuni mortali, dieci si sono verificati nella provincia di Perugia e quattro in quella di Terni.

 

 

 

Nel 2019, le vittime erano state complessivamente 17, dodici nella provincia di Perugia e cinque in quella di Terni. Nel 2020, l’anno caratterizzato da mesi di lockdown totale per la pandemia, i morti sono scesi a undici di cui nove nella provincia di Perugia. Nel 2020 erano calate del 25,1% le denunce per infortunio sul lavoro registrate dall’Inail: dalle 10.534 del 2019 si era scesi alle 7.880 del 2020. In particolare, la provincia di Perugia era passata da 8.374 a 6.246 (-25,4%), in quella di Terni si era scesi da 2.160 a 1.634 (-24,4%). I dati relativi alle denunce per infortunio sul lavoro aggiornati al 31 luglio 2021 non sono ancora ufficiali ma secondo quanto appreso farebbero registrare un nuovo balzo all’insù rispetto all’anno precedente.