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Perugia, apre a ottobre l'auditorium di San Francesco al Prato. Resta il nodo della gestione

Alessandro Antonini
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San Francesco al prato riapre dopo venti anni di cantieri.
L’occasione è un forum di caratura internazionale che si svolgerà nell’auditorium tra il 20 e il 23 ottobre. La conferenza stampa di presentazione si terrà il 6 settembre nel salone d’onore di Palazzo Donini. Non a caso, è un convegno su architettura e design ecosostenibili a fare da apripista alla riapertura definitiva del complesso diventato in parte inagibile con il sisma del 1997 e per il quale i lavori finalizzati alla riapertura vanno avanti a singhiozzo sin dal 2001. Gli ultimi collaudi sono stati definiti.


“L’evento che è previsto ad ottobre”, spiega l’assessore comunale alla cultura, Leonardo Varasano, “è il prodromo alla riapertura definitiva di tutto il complesso. E’ senza dubbio un passaggio storico, fondamentale, fortemente voluto dal sindaco Andrea Romizi e da tutta l’amministrazione”. Per far tornare fruibile San Francesco al prato serve concludere la trafila degli adempimenti e soprattutto individuare il gestore. Il Comune ha escogitato una procedura speciale, da attivare a settembre: ci sarebbe già l’interesse a partecipare di una cordata di ditte e enti, anche del settore. Non di poco conto gli oneri finanziari. Solo per riscaldare il complesso in inverno servirebbero diverse migliaia di euro al giorno. Per questo va trovata una formula che riesca a far trovare una quadra economica a chi se ne occuperà. Potrebbero passare ancora alcuni mesi. Intanto però si parte. Il forum di ottobre è di fatto un’inaugurazione con tutti i crismi. Si chiama Green table ed è la prima edizione di un evento che coinvolge, tra gli altri, Andrea Margaritelli con la Fondazione Guglielmo Giordano, anche la presidente Tesei, il Comune di Perugia, la Regione, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, l’Università di Perugia e la società Media eventi. A tenere a battesimo l’auditorium di San Francesco al Prato saranno i più importanti architetti, designer, economisti italiani tra cui Michele De Lucchi, Mario Cucinella, Patricia Urquiola, Aldo Cibic, Cino Zucchi, Walter De SiIva, Stefano Boeri, Benedetta Tagliabue. Il primo progetto per ‘l’auditorium di San Francesco venne presentato nel 1982.

Da lì seguirono altre versioni e nuovi piani di lavoro. Si arriva al novembre 2016, quando c’è il cantiere per un investimento da 4,3 milioni di euro che prevede la realizzazione di 500 posti con realizzazione di camerini, servizi igienici e gli impianti di riscaldamento. Non sono mancati dei cambi in corsa. L’originario progetto esecutivo approvato prevedeva, in accordo con la competente Soprintendenza, la realizzazione del pavimento e delle sedute su un'unica quota. Nell’estate 2017 gli uffici del Comune in accordo con la Soprintendenza, hanno predisposto una variante di progetto “che perseguisse il miglioramento della fruibilità dell'auditorium nel rispetto dei vincoli architettonici già concordati nel progetto esecutivo, per la realizzazione di un palco per lo svolgimento degli spettacoli, di una gradinata per elevare la quota dell'ultimo gruppo di sedute, fino a raggiungere la quota dell'entrata principale”, fa sapere Palazzo dei Priori. Il tutto con elementi in legno autoportanti da posizionare sopra il pavimento già realizzato.
Infine, sono state bonificate tutte le travi di copertura, dopo la scoperta - definita dai tecnici del Comune del tutto imprevista - che erano state infestate dai tarli e rischiavano di cedere. Sono in fase di studio nuovi progetti che riguardano la cappella degli Oddi e il piano ipogeo.
Anche quest’ultimo stralcio dell’opera ferma da oltre 20 anni sconta ritardi non di poco conto: la fine dei lavori dell’appalto consegnato nel 2016 doveva essere al 30 aprile 2019. Ci sono 28 mesi di troppo, al lordo degli stop imposti all’emergenza Covid.