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Umbria, altre 100 diffide ai sanitari no vax della Usl 2

Controlli medici al via

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Sono 14 i sanitari pubblici no vax che, dopo essere stati sospesi o diffidati, hanno cambiato idea e si sono vaccinati. Intanto la Usl 2 ha inviato altre 100 lettere-ultimatum di conclusione dell’iter di diffida.  Quattro degli operatori che hanno fatto dietrofront appartengono alla stessa azienda sanitaria locale di Foligno e Terni e fanno parte della prima mandata di 30 sospensioni senza stipendio dell’inizio di agosto. Dieci sono invece dipendenti dell’Usl 1 e fanno parte dei 32 che hanno ricevuto il provvedimento di diffida: sono cioè quelli in attesa di cambio di mansione, se possibile, oppure del blocco lavorativo fino al 31 dicembre. “I 18 che sono già stati sospesi - fa sapere il direttore amministrativo Usl 1 Alessandro Maccioni - non hanno cambiato idea”. Alcuni di questi hanno minacciato ricorso.

 


In tutto dunque su 80 (50 Usl 1 e 30 Usl 2) per cui è stato concluso il procedimento sanzionatorio per violazione dell’obbligo vaccinale, sono 14 quelli che ci hanno ripensato. Il 17,5%. All’Usl 2 si segnala anche un caso di un sanitario no vax che ha contratto il Covid ancora in servizio. Intanto entrambe le aziende sanitarie locali si sono costituite in giudizio al Tar nei confronti del maxi ricorso di 123 sanitari no vax, tra cui 61 dottori, che pretendono la sospensiva urgente dell’avvio del procedimento di diffida. La gran parte di questi è dell’Usl 2. L'udienza è fissata al 3 settembre. Nel ricorso, redatto dal legale Daniele Granara, si chiede anche il rimborso dei danni, da stabilire in sede di giudizio, e l'intervento della Corte di giustizia Ue. I precedenti in giro per l’Italia, al momento, sono tutti di rigetto dei ricorsi. 

 


I ricorrenti sono tutti professionisti della sanità e operatori di interesse sanitario, che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private (convenzionate con le Asl), nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali. Ci sono lavoratori alle dirette dipendenze delle due aziende sanitarie umbre, altri sono liberi professionisti, che esercitano le più svariate professioni in ambito sanitario: medici, psicologi, psicoterapeuti, veterinari, farmacisti. C’è anche una dottoressa, medico vaccinatore della Media valle del Tevere, che ne frattempo ha fatto dietrofront e si è immunizzata. Ma non è l’unico ricorso. Altri professionisti hanno dato mandato singolarmente agli avvocati di impugnare le lettere di diffida e contestare la procedura che porta alla sospensione. E’ successo anche all’ospedale di Perugia.