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Treviso, baby gang picchia padre di famiglia davanti a moglie e figli. Crescono gli episodi di violenza

Christian Campigli
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Una tranquilla domenica di agosto con la famiglia, che si trasforma in un vero e proprio incubo. Per colpa di un parcheggio, di una parola di troppo e soprattutto di una baby gang violenta. Siamo nella località Ai Pioppi, rilassante oasi di pace ad un passo da Nervesa, in provincia di Treviso. Una famiglia come tante, padre, madre e due figli piccoli giungono in collina. E cercano parcheggio per la propria auto. Portano i bimbi verso la zona delle giostre e qui scoppia il casus belli. Altri bambini, di una famiglia albanese, iniziano a fare dispetti e a prendere in giro i piccoli della coppia italiana. Il padre non la prende bene e volano parole poco eleganti. Un brutto esempio da regalare ai propri cuccioli, ma tutto sembra essere finito lì. Nulla di più sbagliato. I quattro decidono di tornare a casa, entrano in macchina ed iniziano la manovra di retromarcia.

 

 

Quando vengono letteralmente circondati da un gruppetto di adolescenti, anch'essi albanesi. Che non vogliono spostarsi e, di fatto, impediscono all'auto di uscire dalla sosta. Il padre, già visibilmente innervosito dall'episodio delle giostre, scende dal proprio mezzo a quattro ruote. E qui succede l'irreparabile. Secondo alcuni testimoni all'uomo scappa una parola di troppo. Forse anche a sfondo razziale. Gli adolescenti chiamano rinforzi e picchiano con incredibile violenza l'italiano. Di fronte agli occhi esterrefatti della moglie e ai pianti scroscianti dei due figli. Una scena terribile. Le urla fanno accorrere rapidamente i titolari della locanda e i cuochi, che in pochi attimi sedano la rissa. Ovviamente arrivano sul luogo del misfatto anche i carabinieri. Che raccolgono le testimonianze relative al pestaggio. Purtroppo non è il primo episodio del genere in questa torrida estate 2021. Anzi, le cronache sono piene di risse tra ragazzini, episodi di autentico bullismo e violenza diffusa.

 

 

Basti pensare a cosa è successo, ad esempio, alla sagra di Cusignana, piccola località veneta, sempre in provincia di Treviso. In questo caso gli avventori della storica festa hanno dovuto assistere ad un vero e proprio confronto, stile fare west, tra due gruppi di circa dieci ragazzi a testa, tra i quindici e i diciassette anni. Italiani da una parte, marocchini dall'altra. Uno scontro nato a Jesolo, quando ci fu la prima parte della cavalleria rusticana. Due le versione dei motivi del contendere. C'è chi parla di uno sguardo di troppo, chi di un epiteto non troppo raffinato usato nei confronti delle ragazze di uno dei gruppi. Tra mille dubbi, una certezza granitica: episodi del genere non devono diventare la norma. L'uso della violenza, soprattutto tra minorenni, non può che essere catalogato come un'autentica aberrazione. Da stroncare sul nascere.