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Umbria, Azione contro il Pd. Leonelli: "Bori rompe alleanze per cercare l'accordo con il M5S"

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Giacomo Leonelli, segretario regionale del Pd

Alessandro Antonini
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“Il Pd nella scelta dei candidati per le prossime amministrative ha rotto alleanze e bruciato nomi solo ed esclusivamente per cercare l’accordo con il M5S”.
E’ l’affondo – da lui definito “amara costatazione” – che arriva dal coordinatore regionale di Azione, Giacomo Leonelli. Destinatari i dem dell’Umbria. 
Quel Pd di cui Leonelli è stato segretario regionale e che oggi è guidato da uno dei suoi ex “delfini”, Tommaso Bori. “Il Pd regionale rompe gli accordi di coalizione, brucia candidati, rompe gli equilibri interni, pur di raggiungere accordi con i cinque stelle. Non si capisce se è solo una strategia territoriale o un diktat nazionale”. Gli effetti sono al limite dell’autolesionismo. “Si va con nomi giocoforza depotenziati, oppure con più candidati della stessa coalizione”. Emblematico il caso di Amelia. “Un caso che ha dell’incredibile”, continua Leonelli, “visto che tutte le forze riformiste – da Italia Viva ad Azione, passando per le liste civiche e gli stessi dem del territorio - hanno trovato una sintesi attorno al segretario comunale del Pd. Una sintesi poi disconosciuta dal livello regionale del Pd”. Il fatto fa il paio con quanto avvenuto a Città di Castello. “C’è stata sin dall’inizio ampia convergenza, anche da parte di Azione sul vicesindaco Pd Luca Secondi; il Pd regionale però ha nicchiato, fino all’ultimo, con il risultato che è spuntata un’altra candidatura, ossia Luciana Bassini. E il fronte del centrosinistra si è diviso”. 


Non finisce qui. Come si dice: tre indizi fanno una prova. “Infine”, conclude Leonelli, “c’è quanto che è accaduto a Spoleto, dove va detto che Azione ha scelto una strada autonomista sin dall’inizio confluendo in Spoleto 2030. Ebbene il segretario del Pd locale, Stefano Lisci, anche in questo caso è stato indicato come candidato sindaco per primo e in questi giorni leggiamo di accordi regionali del Pd su un altro nome già in ballo da settimane e che sembrava essere il riferimento di un’area civica e moderata”. 
Una specie di tela di Penelope; di giorno tutti a tessere e di notte la segreteria regionale dem che disfa. 
Questo per Leonelli significa “archiviare definitivamente un cantiere riformista allargato alle forze civiche, per prediligere sempre e comunque, anche all’ultimo tuffo l’accordo con i 5 stelle”. Un’intesa elettorale, quella coi grillini, inaugurata in Umbria nell’estate del 2019, per le regionali. Sappiamo tutti come è andata a finire.


In Umbria vanno al voto Assisi, Bettona, Bevagna, Città di Castello, Nocera Umbra, Spoleto, Amelia, Avigliano Umbro, Castel Giorgio. Montecastrilli, Otricoli e Parrano. Le consultazioni si svolgeranno il 3 e 4 ottobre (domenica e lunedì) con eventuale ballottaggio (solo per Assisi, Città di Castello e Spoleto) il 17 e il 18 ottobre.