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Patrick Zaki, rinnovata la custodia cautelare in carcere in Egitto

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Niente da fare: dopo lunghe ore di attesa, è stata rinnovata la custodia cautelare in carcere per Patrick Zaki, lo studente trentenne dell’Università di Bologna in carcere al Cairo da un anno e mezzo con l’accusa di essere una minaccia per la sicurezza nazionale. Non si sa ancora per quanto tempo, né le esatte motivazioni addotte: questi elementi probabilmente emergeranno nei prossimi giorni. Era attesa per domani la sentenza sulla custodia cautelare del giovane egiziano, accusato in modo del tutto surreale di numerosi capi d'accusa, probabilmente per il fatto di essere un attivista.  

 

 

Lo psicodramma per Patrick è iniziato in Egitto il 7 febbraio 2020, dopo l'arresto eseguito all'aeroporto del Cairo dalle autorità del Paese. Il caso ha da subito ricevuto una grande attenzione mediatica, suscitando mobilitazioni da parte della società civile e della politica italiana. Oggi la sua avvocatessa egiziana, Hoda Nasrallah, che ha potuto incontrarlo nel corso dell’udienza, lo ha trovato bene fisicamente ma provato psicologicamente. E continua a essere intensa l'azione di sensibilizzazione da parte della rappresentanza diplomatica italiana per il rilascio del giovane.  Una azione, a quanto pare, ancora non in grado di sprigionare la propria efficacia. 

 

 

 

Ed è già iniziata la levata di scudi dei politici italiani per l'assurdità della vicenda: "Un altro rinnovo, l’ennesimo, della tortura per Zaki. Una ulteriore conferma che il governo italiano deve mettere in campo tutto quello che può e oltre per liberarlo da questo incubo. Finora poco, poco assai. Il Parlamento ha parlato, ora tocca all’esecutivo #freepatrickzaki". Lo scrive su Twitter il deputato del Pd, Filippo Sensi. Gli fa eco il collega europarlamentare Brando Benifei esortando l'esecutivo ad agire prontamente: "Il governo agisca, #PatrickZaki cittadino italiano ora".  E sono tanti i commenti di questo tenore, sia dei politici che dei molti cittadini che si sono interessati alle vicende del giovane studente ingiustamente detenuto da ormai troppo tempo.