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Umbria, scuole in cerca di presidi: è l'ultimo giorno per candidarsi alla reggenza delle sedi vacanti

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Presidi cercansi. Domenica 22 agosto è l’ultimo giorno per candidarsi alla reggenza delle sedi rimaste vacanti per l’anno scolastico 2021/22. L’Ufficio scolastico regionale, dopo aver coperto con i nomi in graduatoria undici sedi, ora deve affidare gli incarichi di reggenza a dieci rimaste ancora libere o sottodimensionate. In particolare, si sta parlando del Direzione didattica 2 Circolo Castello; direzione didattica 1 circolo Castello San Filippo; Frasetti di Castiglione del Lago; Giuseppe Mazzini di Magione; istituto comprensivo Perugia 11; i.c. Leonardo Da Vinci di San Giustino; i.c. San Benedetto di Valfabbrica; istituto onnicomprensivo Cerreto di Spoleto e Sellano; i.c. Ciuffelli di Massa Martana e i.c. per Ciechi. Tra i criteri di assegnazione individuati dall’Usr ci sono l’omogeneità del contesto territoriale, l’omogeneità con il grado di suola di titolarità e di indirizzo. Delle sedi in questione tre hanno come causale la cessazione della dirigenza e tre la mobilità interregionale. Infine quattro sono state ritenute sedi sottodimensionate. In questo caso criterio di base per l’assegnazione è una riconosciuta priorità al dirigente già titolare nella scuola divenuta sottodimensionata. L’Usr, inoltre, fa sapere che nel caso risultino sedi non richieste si procederà d’ufficio. 
 

 


 

Le assegnazioni compiute dei dirigenti scolastici alle relative sedi si portano dietro i primi malumori. E’ il caso dell’Istituto comprensivo Perugia 11. “La situazione ci preoccupa - si legge in una lettera inviata da rappresentanti del personale -. Il nostro istituto, al cui interno sono incluse due scuole dell’infanzia, due primarie e una prestigiosa scuola secondaria di I grado, a partire dall’a.s. 2021-2022 non soltanto si troverà privo di un dirigente proprio, ma sarà oggetto anche di un altro cambio al vertice in quanto vi sarà anche un nuovo dsga. Questa situazione di totale incertezza e di mancanza di continuità sotto ogni profilo desta seria preoccupazione perché l’istituto - si legge ancora - si troverà ancora una volta deprivato di una guida che possa adeguatamente portare avanti le numerose iniziative intraprese dalla dirigente Nivella Falaschi titolare di un incarico triennale in scadenza il 31 agosto 2022”.

 

 

E si spiega che il mancato trattenimento in servizio alla dirigente è stato motivato dall’Usr con la necessità di reperire posti per immettere in ruolo i dirigenti scolastici inclusi nella graduatoria del concorso del 2017. Punto però contestato nella lettera: “In realtà la disponibilità di sedi in Umbria è risultata di gran lunga superiore al numero dei nuovi dirigenti (17 sedi contro 11 dirigenti) e all’interno del novero delle sedi disponibili sono stati inseriti, per di più, sei istituti destinati ad essere razionalizzati. A ciò si aggiunga che, nonostante la necessità di immettere in ruolo i nuovi dirigenti, nel territorio nazionale sono state accettate 54 istanze di trattenimento”. Intanto sono stati nominati dall’Usr, con incarico dal primo settembre, sette direttori dei servizi generali amministrativi. Ecco I nomi e le sedi: Rosaria Galvagno (Foligno); Sara Giacometti (San Giustino); Nino Pasquale Centofanti (Umbertide); Francesco Ciardo (Perugia); Michela Cianfichi (Perugia); Michela Maria Pagliari (Perugia) e Francesco santacroce (Orvieto).

 

Viterbo, scuola. L'istituto Orioli, la scuola che insegna i mestieri che danno ancora lavoro | Foto – Corriere di Viterbo

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Viterbo, scuola. L'istituto Orioli, la scuola che insegna i mestieri che danno ancora lavoro | Foto

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Daniela Venanzi
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Novecento iscritti per un totale di 53 classi. Numeri che l’istituto superiore Orioli rivendica con orgoglio, soprattutto con una statistica, unica su Viterbo, che vede i suoi ragazzi occupati dopo l’uscita dalla scuola, al 90%. Una cifra impressionante che, in un periodo storico delicato, dove si registra una flessione in ogni ambito lavorativo, si staglia totalmente in controtendenza. Come sia possibile tutto questo? A parlarcene la preside Simonetta Pachella e il vice preside Fabio Sabatini.

 

“I licei, specialmente il classico e lo scientifico, formano una base importante per poi continuare gli studi. C’è però tutto un mondo - spiega la preside - che racconta la necessità di mestieri indispensabili. Da noi ci sono le sezioni dedicate alla manutenzione, per intenderci quella che produce idraulici, elettricisti e meccanici; la moda con chi poi si occuperà di produzione e confezionamento di abiti; quella del sociale con addetti che andranno ad occuparsi nelle case di riposo, negli ospedali e poi l’agrario con operatori del settore specializzati ad assistere le aziende agricole”. “Gente che ama sporcarsi le mani - spiega Fabio Sabatini - tutti allievi che sanno fare bene qualcosa e si specializzano in un determinato settore. Sentirsi realizzati nella vita, non passa solo per gli studi classici, ma anche attraverso l’operosità, quella che produce fatta di concreto, che si mescola con i bulloni, che si mischia con la terra, che si arma di ago e filo. Figure necessarie, che non si trovano quasi più. Non a caso durante il tirocinio dell’ultimo anno, tutti vengono a contatto con il mondo del lavoro, - continuano a spiegare Pachella e Sabatini - ma non come idea di concetto astratto. L’alternanza scuola lavoro da noi è una cosa seria. Da qui li mandiamo direttamente nelle officine, nelle aziende, nelle attività in cui sono stati chiamati a fare laboratorio a scuola. Quelle verso le quali sono più inclini, cerchiamo di seguire le loro attitudini naturali. Un successo. Non facciamo in tempo a diplomarli che già sono tutti assunti. E arriviamo ad impiegare anche quelli del quarto anno. Non solo, durante il tirocinio, le piccole aziende presso le quali li mandiamo a titolo gratuito, riconoscono loro anche un incentivo economico, segno questo che hanno prodotto, che gli è stato riconosciuto un valore”.

 

C’è qualcuno che poi prosegue con l’università? “Sicuramente, - continuano Pachella e Sabatini - ci sono ragazzi che si distinguono anche a livello teorico e quindi proseguono. La felicità personale è seguire ciò che ci realizza, ed è questo che cerchiamo di stimolarli a compiere”. Com’è lavorare in questo istituto? “Soddisfazioni enormi, soprattutto a livello umano. Avrei potuto insegnare in qualunque posto - conclude Sabatini - ma mi sono innamorato di questi ragazzi. E’ facile insegnare al Classico, allo Scientifico, da noi a volte ci sono pure situazioni familiari complicate, realtà che dal punto di vista sociale sono in sofferenza”.

 

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