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Umbria si prepara ad accogliere i primi trenta profughi afghani

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L’Umbria si prepara ad accogliere i primi trenta profughi afghani già atterrati in Italia e attualmente sottoposti a regime di quarantena. Delle cinque famiglie attese per fine agosto, tre verranno dislocate nella provincia di Perugia e due in quella di Terni. Venerdì mattina alcuni aspetti organizzativi sono stati messi a punto nel corso del vertice tra Anci Umbria e Prefettura cui hanno preso parte alcuni sindaci e assessori. I numeri sono ancora ufficiosi.  “I Comuni - ha evidenziato il presidente dell’Associazione dei Comuni, Michele Toniaccini - possono mettere a disposizione le proprie professionalità e competenze ma servono risorse certe per poter strutturare anche i servizi necessari correlati”.

 

 

 

L’assessore ai Servizi sociali del Comune di Perugia, Edi Cicchi, si è detta pronta a fare la propria parte. “Abbiamo già dato la disponibilità di due appartamenti per accogliere altrettante famiglie, per un totale di tredici persone - ha spiegato - E’ fondamentale, però, che venga ampliato il sistema Sai che è già collaudato e potrà garantirei necessari strumenti di supporto per l’integrazione. Accogliere queste persone, in un momento così drammatico per il loro Paese, è un dovere e farlo non ci spaventa. Abbiamo l’esperienza e l’organizzazione necessaria per farlo ma servono le risorse”. Anche l’assessore al Welfare del Comune di Terni, Cristiano Ceccotti, ha spiegato di aver dato la massima disponibilità. Una famiglia di sei persone sarà accolta nel territorio  “ma - ha evidenziato - dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo in maniera adeguata”.

 

 

 

E’ arrivato dal prefetto di Perugia, Armando Gradone, l’invito ai Comuni a non tirarsi indietro nell’accoglienza. Qualora vengano individuati alloggi autonomi gratuiti, la Prefettura si è resa disponibile a stipulare un apposito protocollo d’intesa anche per coprire i costi dei servizi che si renderanno necessari. “Davanti a una crisi umanitaria come quella afgana, nessun Comune deve sentirsi estraneo alla tutela dei diritti umani”, ha evidenziato Paolo Lillocci, vice coordinatore della consulta immigrazione dell’Anci Umbria. Sulla questione intervene anche il Centro pari opportunità della regione con un appello per interventi urgenti a tutela dei diritti umani di donne, bambini e bambine. “Ci appelliamo affinché nulla resti intentatnto - è scritto in una nota - e offriamo l’impegno quotidiano profuso sui territori come rafforzamento di consapevolezza e determinazione per fare la differenza in questo tratto di storia”. Sono quasi cinquanta le sigle tra associazioni, sindacati e partiti che hanno dato la loro adesione alla manifestazione in programma domani alle 19 in piazza Italia, a Perugia organizzata dall’Udi, l’Unione delle donne in Italia.