Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, avvocato rinuncia a difendere sanitario no vax. Oltre 60 dottori nel maxi ricorso contro le Usl

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

“In 25 anni ho difeso assassini, stupratori, molestatori, inquinatori. Per la prima volta nella mia carriera professionale, per ragioni di coscienza e non solo, non ho difeso una persona. Si tratta di un sanitario dell’azienda ospedaliera che non intende vaccinarsi. Ho indicato a costui ii nomi di due brave colleghe che la pensano in maniera diversa da me. Lo difenderanno con maggiore convinzione di quella che avrei potuto avere io”. Chi parla è l’avvocato Francesco Gatti, legale del foro di Perugia. Ha rinunciato al patrocinio di un operatore sanitario no vax dell’azienda ospedaliera di Perugia.

“L’ho fatto per ragioni di coscienza”, continua Gatti che sul tema ha anche prodotto un post sui social network, “visto che sono all’opposto dei no vax. Non mi sentirei sereno a difenderne uno. Ma anche perché sono presidente del Post (il museo della scienza di Perugia, ndr) e non possono condividere posizioni a-scientifiche. Non ultimo, faccio parte della lista degli avvocati fiduciari della stessa azienda ospedaliera, quindi risulterei incompatibile”. Ma c’è anche chi invece ha deciso il contrario. Vedi l’avvocato Francesco Bruni. “Sto difendendo medici nella stessa situazione. Per il sottoscritto non si tratta di ‘convinzioni, quelle le maturo sulle squadre di calcio o sulle donne magari, ma di verità scientifiche e norme di legge”.

Intanto Usl 1 e 2 si sono costituite in giudizio al Tar nei confronti del maxi ricorso di 123 sanitari no vax, tra cui 61 dottori, che pretendono la sospensiva urgente delle diffide. L’udienza è fissata al 3 settembre. Nel ricorso, redatto dal legale Daniele Granara, si chiede anche il rimborso dei danni, da stabilire in sede di giudizio, e l’intervento della Corte di giustizia Ue. Intanto, però, la prima firmataria, medico della Media Valle del Tevere, fa sapere che nel frattempo si è vaccinata. Non solo: primi 10 destinatari delle lettere di sospensione all’Usl 1, due hanno fatto dietrofront e si sono prenotati. Si registra infine un altro ricorso collettivo di Giustitalia, che sostiene di aver messo insieme 100 psicologi umbri (sono 1.150 iscritti all’ordine, quindi l’8,6%) non vax. Secondo i legali dell’associazione l’obbligo non sussisterebbe perché lo psicologo “non è assimilabile alle professioni sanitarie”.