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Terni, metalli e diossine nell'aria dopo l'incendio al centro rifiuti dell'Asm di Maratta

Antonio Mosca
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Diossine e metalli pesanti nell’aria e sul suolo dopo l’incendio che il 12 agosto scorso è divampato al centro rifiuti dell’Asm di Maratta, nella zona industriale di Terni. Lo ha accertato l’Arpa che giovedì 19 agosto ha rimesso a Comune ed Usl i risultati della campagna di misurazione della qualità dell’aria attivata dopo l’incendio. “Gli incrementi - osserva l’assessore all’Ambiente, Benedetta Salvati - sono stati molto contenuti e di breve durata e già il giorno seguente le concentrazioni sono tornate in linea con le medie del periodo”. Gli inquinanti sono stati rilevati nelle due ore successive al rogo sia nell’atmosfera che sulle superfici. L’assessore ricorda che non non esistono limiti di legge per le polveri inalabili, ma soltanto valori guida. E quelli rilevati dalla centralina Arpa di Maratta hanno evidenziano nella giornata del 12 agosto “una concentrazione di 54 fg teq/m3, valore superiore a quello indicato dalla commissione consultiva tossicologica per gli ambienti esterni”. Poi, però, si è ritornati alla normalità.

Nei prossimi giorni saranno eseguiti altri esami per verificare eventuali contaminazioni sulla catena alimentare. L’impatto sull’ambiente appare comunque limitato, come confermato dall’assessore Salvati. Intanto è stato dissequestrato dopo una settimana l’impianto Asm danneggiato dal fuoco. Ma ci vorranno non meno di tre mesi per rimetterlo in funzione. Il presidente Mirko Menecali sta seguendo di continuo l’evolversi della situazione e ha fissato per lunedì un incontro in cui si farà il punto sulle iniziative da adottare con un preciso cronoprogramma. “Prima di tutto - osserva - dovremo verificare lo stato dell’impianto e la sua agibilità. Poi definiremo i tempi per riparare i danni. Nel frattempo i rifiuti indifferenziati saranno trasportati come sempre a Orvieto, ma la selezione non avverrà a Terni, ma al termine del viaggio verso la discarica”.

Sul tavolo del presidente c’è il report con le conclusioni dell’indagine interna, supportata anche dagli accertamenti eseguiti sul posto da Arpa e vigili del fuoco. “Come accade di prassi in questi casi - afferma - è stata conservata l’acqua usata per spegnere l’incendio in attesa che vengano completati gli esami anche su questa”. Dal report messo a punto dall’Asm esce confermata l’ipotesi di un conferimento improprio di materiali tra i rifiuti indifferenziati.