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Ancona, abusi sessuali durante una visita ginecologica. Interdizione per il medico

Christian Campigli
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Una storia sconvolgente. Che coinvolge una giovane donna e un ginecologo. Esperto e maturo. Ma che, evidentemente, non ha ancora capito quali siano i confini tra una visita medica e una violenza sessuale. Siamo ad Ancona, una ragazza di trent'anni si reca dal professionista per un controllo. Ha dei fastidi, nulla di preoccupante, ma il padre insiste perché si giunga ad una diagnosi. E, se necessario, ad una cura. Accompagna personalmente la primogenita dal professionista e resta interdetto quando quell'uomo, un suo coetaneo, inizia a fare apprezzamenti piuttosto pesanti alla ragazza. Nonostante la sua presenza. Eppure quel ginecologo gli è stato consigliato come uno dei migliori delle Marche. Ma al peggio, come si dice in gergo, non c'è davvero mai fine. Alla trentenne viene consigliata una terapia farmacologica. Dopo un mese circa torna per un controllo. Quel giorno il padre non può accompagnarla. E qui succede l'irreparabile. Il medico inizia prima a palpeggiarla, fino a masturbarla. In modo esplicito e chiaro. Peccato che lui non sia il suo compagno, il suo amante, ma un sanitario che avrebbe dovuto compiere il proprio dovere. 

 

 


Una pratica giustificata come "necessaria per completare la visita e capire se la cura ha fatto effetto". Questa volta la trentenne non classifica quell'atteggiamento come un modo un po' naif di porsi del ginecologo. Come aveva fatto nella prima occasione, quando le erano stati rivolti complimenti allusivi. Prima ne parla ad un’amica, poi in famiglia ed infine  sporge denuncia. Siamo a giugno e le forze dell'ordine iniziano subito ad indagare. Oggi i primi, rilevanti risultati: al medico è stato contestato il reato di  violenza sessuale aggravata. È stata anche disposta la misura cautelare del divieto di esercitare l'attività professionale per un anno. Gli agenti della squadra mobile del capoluogo marchigiano hanno rintracciato l'indagato, ultrasessantenne, e, dopo averlo condotto negli uffici della questura per le formalità di rito, lo hanno sottoposto alla misura interdittiva. Al momento della notifica il medico è apparso sorpreso dal provvedimento.

 

 

Per l'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Andrea Laurino, il professionista avrebbe costretto la paziente a subire atti sessuali, approfittando del suo ruolo. La vittima, che si era confidata con un'amica e poi con i propri familiari, si era rivolta anche ad un centro anti-violenza. Indizi precisi e univoci, secondo la tesi accusatoria, sono arrivati dalle dichiarazioni della vittima, corroborate da indagini capillari e testimonianze di altre persone informate sui fatti. Un quadro che ha portato il giudice per le indagini preliminari a disporre il divieto di esercitare l'attività professionale al medico per un anno. Una storia che, ovviamente, andrà chiarita in fase processuale. Ma che, ad oggi, assume contorni gretti e volgari. Una nube di sospetti e di pesanti accuse che deve essere dipanata. Al più presto.