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Terremoto Haiti, sale a 1300 il bilancio dei morti. E' caos feriti e dispersi, paura per la tempesta tropicale Grace

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È salito a 1.297 morti il bilancio del forte terremoto che sabato ha colpito Haiti. Lo ha riferito la Protezione civile nazionale. Il precedente bilancio era di 724 vittime. Il disastro ha causato anche centinaia di feriti e dispersi nel sud-ovest dell’isola. Molti edifici sono crollati durante la scossa. E si fa di ora in ora più pesante il bilancio del sisma, di magnitudo 7.2: è pressoché certo che il triste conteggio sia destinato a toccare quote più elevate. Intanto, centinaia di persone si sono ammassate nei pressi degli ospedali che però, dopo aver accolto più di 5.700 feriti, sono ormai saturi. Quasi 30.000 case sono state distrutte o danneggiate, lasciando migliaia di senzatetto o in cerca di persone care disperse o bloccate sotto le macerie. Il terremoto si è verificato sabato intorno alle 8.30 ora locale (14.30 a Roma), secondo i dati dell’Istituto americano di geofisica (USGS), a 12 km dalla città di Saint-Louis-du-South. Il timore è che la situazione si possa ulteriormente aggravare nelle prossime ore, a causa dell'arrivo della tempesta tropicale già denominata 'Grace'.

 

 

 

 

Intanto, il primo ministro Ariel Henry ha provveduto a dichiarare lo stato d'emergenza per un mese. Il Paese è già gravemente provato da una profonda crisi civile e politica: solo un mese fa l'uccisione del presidente Moise. Il terremoto di sabato è stato più forte rispetto al devastante sisma del 2010 che ha ucciso più di 220 mila persone, ma il suo epicentro è stato più lontano dalla capitale e a questo si deve il minor numero di morti causato.  Dopo una notte estenuante all’indomani della prima scossa - lo sciame è ancora attivo - i residenti e gli operatori umanitari sono stati impegnati domenica con mezzi limitati per trovare sopravvissuti sotto le macerie.

 

 

 

Un certo numero di macchinari pesanti erano impegnati a spostare lastre di cemento da edifici crollati a Les Cayes, vicino all’epicentro del terremoto. Proprio dall'ospedale di questa località giungono alcune delle testimonianze più drammatiche del disastro: installati su panche, sistemati su sedie o sdraiati per terra su lenzuola, i feriti si accalcano alle porte del servizio di emergenza, che solo nelle ultime ore ha iniziato a ricevere rinforzi. "Al momento del terremoto, c’erano solo tre medici in servizio", ha affermato uno degli operatori, il dott. Michelet Paurus.