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Monteluce, lavori bloccati per i ritardi nelle materie prime. L'Ance: "A rischio il 70% degli altri cantieri"

Sabrina Busiri Vici
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La crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime e la conseguente irreperibilità mettono a serio rischio i cantieri dell’Umbria che marciano a pieno ritmo sull’onda del super bonus. Gli effetti sono più che tangibili. In tal senso si segnala il blocco per novanta giorni del maxi cantiere di Monteluce. I lavori della loggia dei Tarchi nell’ex convento di Santa Maria della Misericordia, che dovevano essere terminati a fine mese, sono stati sospesi e il termine posticipato a novembre. La ditta Krea costruzioni srl, mandataria dell’Ati affidataria dei lavori, aveva già richiesto una proroga di cento giorni rispetto al termine fissato adducendo quale motivazione la difficoltà di reperimento nel mercato di alcune materie prime impiegate nell’edilizia. 

 

 

L’amministrazione comunale, valutata la richiesta e dopo aver visionato la relazione del direttore dei lavori, ha stabilito la concessione della proroga e quindi fissato il nuovo termine di conclusione dei lavori al 23 novembre 2021. E così viene dato atto che la maggiore durata dei lavori, quantificata in 90 giorni, “non è imputabile - riporta la determina - al fatto dovuto alla stazione appaltante, considerate anche le motivazioni addotte a fondamento della richiesta di proroga, legate alle problematiche emerse a livello globale connesse alle difficoltà ed ai ritardi nell’approvvigionamento delle materie prime utilizzate nel settore edilizio”. Ritardi su ritardi che mettono ancora a più rischio il progetto complessivo. I tempi lunghi della ristrutturazione dell’ex convento, infatti,sono già stati segnalati in un odg dai consiglieri Zuccherini e Bistocchi del Pd. Nell’atto i consiglieri ricordano che all’interno della Nuova Monteluce sono stati spostati alcuni uffici del Comune, occupando un immobile condotto in affitto in attesa della completa riqualificazione dell’ex convento e per la locazione è stato stabilito un canone annuo, a far data dal 15 luglio 2015 e fino al 31 dicembre 2017 pari a 162.925,13 euro oltre Iva e oneri accessori, mentre a far data dal 1 gennaio 2018 il canone annuo si sarebbe trasformato in 228.095,18 euro oltre iva e oneri accessori. “Tale ritardo accumulato ha creato finora - secondo i consiglieri - un danno economico al Comune di Perugia, che ha visto aumentare il proprio canone di locazione degli immobili adiacenti, come da contratto, di più di 65 mila euro annui. E aggiungono: “Il ritardo ha creato un danno anche al Fondo Monteluce, visto che negli anni passati si è registrato l’interesse di alcune società in partecipazione pubblica ad acquisire l’immobile attualmente occupato dagli uffici comunali”. 
 

 

L’allarme di Ance
Le problematiche di Monteluce si aggravano ma la questione del rincaro delle materie prime e dei ritardi è ben più ampia e va ai interessare l’intero comparto edile. “Siamo in una situazione di estrema gravità - ragguaglia il presidente di Ance Umbria Stefano Pallotta - il 70% dei cantieri è in pericolo e per quanto riguarda il privato possiamo parlare del 100%. A determinarla - prosegue - c’è un complesso di fattori quali l’aumento delle richieste dovuta all’introduzione del superbonus, la speculazione dei fornitori a livello internazionale e le attese sul Pnrr”. Le ultime elaborazioni dell’Ance, che confrontano la situazione di novembre 2020 con quella degli ultimi mesi, sono molto eloquenti: +243% per l’acciaio tondo per cemento armato, +128% per il polietilene, +38,6% per il rame, +73,8% per il Pvc, +76,1% per il legno di conifere, +25,2% per il bitume. A mitigare la situazione, nel pubblico, è intervenuto il Fondo di compensazione previsto dal Decreto sosteni bis. “Anche se parliamo di 160 milioni per tutto il territorio nazionale”, puntualizza Pallotta. Schiarite? “Si inizia a intravedere una stabilizzazione dei rincari ma è ancora presto per dirlo”.