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Marco Giallini, il grande successo e la moglie persa all'improvviso: "Ho deciso di diventare popolare per i miei figli"

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E' uno degli attori più talentuosi della scena italiana. Eclettico, penetrante, con quel broncio che dietro cela un cuore buono e la sigaretta perennemente pendente dall'angolo della bocca. Stiamo parlando di Marco Giallini, il romano classe '63 attualmente alla ribalta per la magistrale interpretazione del commissario di Polizia Rocco Schiavone, nell'omonima serie Rai.  Ma la carriera di Giallini comincia ben prima: lo abbiamo apprezzato in Romanzo Criminale, Boris, Tutta colpa di Freud, Acab, Perfetti sconosciuti. E' il 'palmarès' a parlare per lui: candidato per sei volte sia ai David di Donatello che ai Nastri d'argento, ne ha vinti tre per Acab, Tutta colpa di Freud e Perfetti sconosciuti. 

 

 

Giallini ha subito un duro colpo dalla vita, nel 2011. la perdita della moglie Loredana, per una improvvisa emorragia cerebrale. Lui stesso ha avuto modo di raccontarlo alla stampa: durante un giorno di luglio, davanti alle valigie già pronte per l'estate, Loredana, con cui stava da venticinque anni, "mi si è accasciata fra le braccia mentre chiacchieravamo. Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo, e ho maledetto Dio". In più occasioni Marco ha detto quanto fosse legato a lei, da cui ha avuto due figli, Rocco e Diego, nel 1998 e nel 2004.

 

 

 

E proprio da quel momento ha deciso di diventare popolare: "Sono esploso a 49 anni. Ho deciso di diventare popolare per dare una possibilità in più ai miei figli". Il dolore per la perdita sembra non passare mai: "E che passa? Ti dimentichi un po’ la voce" ha detto in un'intervista al Corriere della Sera, dichiarando anche, alla domanda se si fosse più innamorato: "Ma di chi? Ma perché? Innamorato ero di mia moglie. Per 27 anni, non ci siamo mai lasciati e non abbiamo mai litigato. Lei era la donna mia e io il suo uomo. Nel mondo, quante ce ne possono stare di persone per te? Una".