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Eutanasia, le firme per il referendum vanno a gonfie vele. Ed è arrivata la raccolta online

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Christian Campigli
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Un successo che va ben oltre le più rosee aspettative. In particolar modo per un tema così difficile, complesso e troppo condizionato dai dogmi religiosi. Che nel nostro paese hanno  sempre avuto un notevole peso politico. Senza poi dimenticare la stagione, l'estate più torrida degli ultimi cinquanta anni, la voglia di staccare dopo dodici mesi difficili e i mille articoli e servizi televisivi sul Covid e il Green Pass. Nonostante questo scenario, la raccolta di firme per il referendum sull'eutanasia legale ha toccato le quattrocentomila firme.  L'associazione Luca Coscioni ha sottolineato che mancano ancora centomila firme. Una soglia minima, da raggiungere entro i prossimi due mesi,  che non può bastare per aver la certezza del successo. Spesso capita che alcune sottoscrizioni sono sbagliate, altre sono collegate ad un documento scaduto. Senza considerare i soliti, immancabili, buontemponi. Per cui, in ogni raccolta referendaria che si rispetti, la soglia minima è solitamente di settecentomila sottoscrizioni.

 

 

 

 

Un numero che, solo tre mesi fa, appariva come un'autentica chimera. Irraggiungibile. E che, al contrario, oggi sembra un risultato alla portata dell'associazione Luca Coscioni e dei suoi dirigenti, Marco Cappato in primis. Un traguardo che sarà più semplice raggiungere grazie ad una novità normativa. Sarà infatti possibile firmare per un referendum direttamente tramite un computer o uno smartphone, seppur collegato a internet. "Grazie alla norma che siamo riusciti a fare approvare con un emendamento a mia prima firma al DL Semplificazioni i comitati promotori possono già ora - prima della realizzazione da parte del governo della piattaforma dedicata - offrire ai cittadini la possibilità di firmare con firma digitale, attraverso Spid o Cie, le richieste di referendum", ha dichiarato  Riccardo Magi, deputato e presidente di Più Europa. Nello specifico, l’emendamento adottato prevede una norma transitoria, per cui i comitati promotori possono raccogliere - senza alcuna necessità di intervento da parte di organismi pubblici - le firme per referendum e iniziative popolari con una piattaforma predisposta da ente certificatore convenzionato con l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid).

 

 

 

Il  comitato promotore può effettuare la raccolta attraverso un applicativo web,  che prevede l’uso universale della firma elettronica qualificata per firmare la richiesta di indizione di un referendum. L’ente convenzionato effettuerà l'identificazione del firmatario tramite Spid (il sistema pubblico di identità digitale) o Cie (carta identità elettronica), per poi garantire il servizio di firma del documento con firma elettronica qualificata, oltre all'archiviazione dei documenti firmati. Una novità che riguarderà ovviamente anche i referendum sulla giustizia promossi dai Radicali e dalla Lega. Una novità tecnologica che potrà restituire una seconda giovinezza allo strumento referendario.