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Perugia, la sosta selvaggia dilaga in viale Indipendenza. Merli: "Metteremo i dissuasori"

Sabrina Busiri Vici
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Dall’ora dell’aperitivo in poi la sosta selvaggia dilaga nell’acropoli di Perugia. C’è chi addirittura arriva davanti a bar e ristoranti lasciando il più vicino possibile l’auto. Ovviamente in sosta vietata. “Come nel far west si faceva con i cavalli davanti al saloon: si legava e si entrava”, commentano nei profili dei canali social quali Perugia sosta selvaggia.

 

 

In questi giorni, proprio per una crescente movida in centro storico, a suscitare l’indignazione di residenti e passanti è soprattutto l’occupazione continua del marciapiede di viale Indipendenza, l’area che costeggia il muro dei giardini Carducci. “E’ paradossale: a volte le strisce blu del viale non sono al completo eppure parcheggiare, nel lato opposto, sopra il marciapiede, sembra la normalità, evidentemente riesce più comodo”, riferisce chi abita in zona e si trova costretto ogni sera a fare lo slalom tra le auto. E c’è chi aggiunge: “Dopo un periodo in cui il problema si era mitigato, oggi la situazione sembra di nuovo fuori controllo”. E ancora: “E poi passi per i pedoni ma chi deve spingere un passeggino come fa? Deve andare altrove”.
La questione la conosce bene l’assessore comunale alla sicurezza Luca Merli. “Non abbiamo che le multe per contrastare la situazione e posso assicurare che ogni sera la zona viene battuta in lungo e in largo. Stiamo valutando anche di mettere dei dissuasori di parcheggio ma in questo caso, vista l’ubicazione, il progetto deve essere vagliato dalla soprintendenza e avrà tempi più lunghi per essere portato a termine”. La soprintendente, Elvira Arianna Cajano, ha spiegato che le decisioni sull’allestimento dei dissuasori devono essere prese dopo aver valutato caso per caso, non c’è un criterio univoco. “La sicurezza ha sempre la priorità - dice Cajano - ma nelle nostre valutazioni dobbiamo far calibrare l’elemento sicurezza con la salvaguardia dell’ambiente e la conservazione del patrimonio storico e monumentale della città”. 

 

 

E poi non sempre i dissuasori risolvono tutti i problemi creati dal parcheggio fuori dalle regole. E’ il caso di Sant’Ercolano dove l’amministrazione comunale ha punteggiato l’area di paletti ma il problema tuttora non sembra risolto da quanto riportano i commercianti della zona che puntualmente lamentano “vetrine occultate dalle auto, ambienti esterni come strade e piazze resi indecorosi e poco attraenti per turisti e clienti”.
Più soddisfatti, invece, dell’effetto dissuasori sono i residenti e gli operatori di corso Garibaldi. Qui il problema del parcheggio selvaggio interessava soprattutto piazza Lupattelli ma da quando sono stati installati 14 dissuasori i cittadini si sono riappropriati interamente dello spazio.