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Afghanistan, Botteri: "Gino Strada aveva previsto tutto". E intanto è crisi umanitaria per i bambini

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"La scomparsa di Gino Strada è qualcosa di impressionante, durissimo da accettare. Sull’ Afghanistan aveva previsto tutto, già 20 anni fa, ma nessuno gli ha dato ascolto. È stato considerato un pazzo, un visionario. Ma Emergency ha dimostrato che esiste un’unica, possibile strada comune. Gli aiuti umanitari per salvare il Paese dalla distruzione" lo ha dichiarato ad AdnKronos la giornalista Rai Giovanna Botteri, corrispondente da Pechino, dopo la scomparsa di Gino Strada, il medico fondatore di Emergency e attivissimo in Afghanistan che aveva scritto la presentazione al suo libro ’Dentro la guerra: testimoni di una pianeta senza pace.

 

 

"Un Paese distrutto l’ Afghanistan - ha aggiunto la Botteri - E oggi più che mai ha bisogno di aiuti, di ospedali, di generi di prima necessità. Gino Strada era in Afghanistan prima, durante, dopo i talebani. Il suo lavoro e la sua abnegazione hanno salvato donne e bambini, l’unico approccio possibile ad un Paese così diverso, così lontano dal nostro. Gli americani hanno perso 2mila 500 soldati - ha concluso- stanno andando via senza aver costruito nulla". 

 

 

E intanto la crisi umanitaria è sempre più attuale, specialmente per i bambini. Secondo Save The Children, circa 72mila bambini sono arrivati nella capitale afghana, Kabul, negli ultimi giorni dopo essere fuggiti dalle loro case a causa dell’ondata di violenza. Molti minori vivono per strada, in tende di tela cerata, e soffrono la fame. Il loro numero aumenta di ora in ora. Un sondaggio rileva che, su circa 630 famiglie arrivate a Kabul negli ultimi giorni, più della metà ha detto di avere poco o nessun accesso al cibo o ad altre forme di sostegno. Molte di esse hanno dovuto attuare misure disperate per sopravvivere, come vendere i loro beni per ottenere i soldi per l’approvvigionamento alimentare, mandare i loro figli a lavorare, o tagliare pesantemente le razioni di cibo. Tutte le famiglie hanno detto di aver accumulato debiti per mettersi in salvo. Molto alto anche il rischio di diffusione malattie: l'enorme massa umana in fuga dai talebani deve vivere in condizioni igieniche non adeguate ed è a rischio malnutrizione.