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Umbria, il commissario Covid: "Prenotazione libera per il vaccino e dosi riservate a minori senza appuntamento"

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Fra. Mar.
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“Anche in Umbria ovviamente adotteremo per la campagna vaccinale tutte le misure indicate dalla struttura commissariale. Proprio domani mattina (oggi, ndr), ho un vertice per stabilire tutti i prossimi. Ma io voglio intanto la prenotazione senza preadesione e questo penso che potremo farlo da lunedì. E poi lasceremo una quota di dosi giornaliere da somministrare senza prenotazione preventiva per gli under 18, come richiesto dal commissario Figliuolo”. E’ quanto annuncia il commissario all’emergenza Covid 19 per la regione Umbria, Massimo D’Angelo dopo la richiesta formulata ieri dal generale Figliuolo di fare vaccini anche senza prenotazione ai minorenni.

 

 

 

 

Intanto, in Umbria, proprio nella giornata di ieri è stato superato il mezzo milione di cittadini vaccinati con ciclo completo. Sono infatti 500.917, mentre sono 595.241 quelli che hanno ricevuto la prima dose. Rispettivamente il 64,98 % e il 77,18%. La Regione ha inoltre reso noto di aver chiesto indicazioni al ministero della Salute sull’ottenimento della “Certificazione verde” per le persone che hanno presentato una infezione da Covid-19 dopo la prima dose di un vaccino a due somministrazioni. È quanto rende noto l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, sottolineando che la richiesta di chiarimenti si è resa necessaria per risolvere dal punto di vista regolatorio e informatico le problematiche che coinvolgono numerosi cittadini, fra i quali molti operatori sanitari.

 

 

 

"La Regione – evidenzia – ha ben presenti i disagi e il disappunto di quanti hanno contratto il coronavirus dopo la prima dose di un qualsiasi vaccino anti Covid a due dosi, per i quali è previsto il rilascio del ‘green pass’ con validità solo per i successivi sei mesi dall’avvenuta guarigione, per una durata dunque inferiore rispetto a quella di nove mesi riconosciuta per un ciclo vaccinale completo, in caso o meno di una precedente infezione da Covid-19” “Questa situazione – spiega – risulta in contraddizione con quanto asserito dall’Aifa, in un documento in cui si afferma che non è indicato somministrare la seconda dose vaccinale a chi ha contratto il Covid. Dunque, per Aifa, l’infezione equivarrebbe a una dose di richiamo del vaccino stesso”.