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Umbria, la Lega espelle Melasecche: "Venuto meno rapporto di fiducia con il partito"

Patrizia Antolini
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Dal fresco delle Cime di Lavaredo si dice sereno. E con l’inconfondibile sorriso non commenta la bufera che lo ha coinvolto. Enrico Melasecche, assessore regionale ai trasporti, è stato espulso dalla Lega. Melasecche, classe 1948, è quello che si dice un politico di lungo corso: amato e odiato allo stesso tempo, figura d’azione e pragmatico, di scontri e contrasti ne ha già visssuti. Nel provvedimento con “decorrenza immediata” il direttivo della Lega parla di “un atto politico dovuto e legittimo, adottato in conseguenza del venir meno del rapporto di fiducia con il partito e dall’incompatibilità tra il suo operato e gli obiettivi proposti dalla Lega nell’ambito di governo regionale, oltre che dal mancato adempimento delle norme statutarie della Lega”. Esattamente un anno fa, il 7 agosto, il leader nazionale del Carroccio, Matteo Salvini, a Perugia per inaugurare la nuova sede, aveva sollevato la questione del doppio incarico di Melasecche. In sostanza, l’esponente politico una volta nominato assessore doveva lasciare la poltrona da consigliere, legittimamente ottenuta grazie ai 3 mila voti portati a casa. 

 


Una regola non scritta, rimarcano dalla Lega, che doveva valere per tutti così come le erogazioni al partito. Anche per l’assessore ternano nato a Perugia. Ma chi è vicino all’esponente politico sa che non si è mai fidato e per questo non si è mai dimesso. 
Insomma, la questione era nell’aria e lunga è la lista delle fughe in avanti contestate. Veleni e contrasti che riportano alle vicende del Nodino di Perugia e allo stadio di Terni. In entrambe i casi Melasecche avrebbe preso decisioni senza confrontarsi con il partito guidato dal segretario Virginio Caparvi. 

 


Ma c’è chi lo difende, chi parla di una scelta scellerata, come Adriano Ruspolini, ex esponente della Lega di Todi uscito dal partito due settimane fa: “Un suicidio”. Uno dei primi a telefonare a metà giornata a Melasecche, per dargli il proprio sostegno. E se il protagonista preferisce per ora il no comment anche la presidente della Regione, Donatella Tesei, congela tutto a dopo le vacanze. Intanto le opposizioni accusano la maggioranza di irresponsabilità e pochezza del suo gruppo dirigente: Bori (PD), De Luca (M5S), Bianconi (Misto) e Fora (Patto civico) parlano di stallo politico e amministrativo su deleghe centrali come quelle dei trasporti e delle infrastrutture, collegate alle risorse del Pnrr.