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Terni, droga nascosta nel bosco. Oltre 22 anni di carcere inflitti a quattro imputati

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A Terni il gip Simona Tordelli ha inflitto, nei giorni scorsi, più di 22 anni di reclusione e 114 mila euro di multa ai quattro imputati del processo - con giudizio abbreviato - relativo all'indagine antidroga Silva. L’operazione era stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Terni coordinati dal maggiore Elisabetta Spoti.

L'attività dell'Arma e del sostituto procuratore Marco Stramaglia era emersa lo scorso marzo con l'emissione, da parte del gip Barbara Di Giovannantonio, di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, due delle quali tuttora ricercate. In carcere erano così finiti il 30enne marocchino Jawad El Hasbi, il 50enne ternano Daniele Barbanera, il 61enne abruzzese Stefano Luciani e la 49enne rumena - domiciliata a Terni - Viorica Daniela Ionita. Il primo è stato condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione oltre a 41 mila euro di multa, il secondo a 6 anni e 6 mesi e 31 mila euro, il terzo a 5 anni e 5 mesi e 28 mila euro e l'ultima a 2 anni e 10 mesi oltre a 14 mila euro di multa. Per i primi tre è scattata anche l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici mentre Barbanera e Ionita si sono visti applicare, a seguito della sentenza, gli arresti domiciliari in luogo della custodia cautelare in carcere. Fra i difensori dei quattro figurano gli avvocati Francesco Mattiangeli, Francesco Olivieri e Barbara Di Nicola.

Per tutti, ora, la prospettiva è quella del giudizio d'appello, come spiega l'avvocato Mattiangeli. "Sono soddisfatto - dice - solo per il riconoscimento della continuazione, oltre che per l'attenuazione della misura a uno dei miei assistiti. Auspicavo in ogni caso la concessione delle attenuanti generiche alla luce dell'incensuratezza ed una pena più mite che sono sicuro di ottenere in appello". L'indagine dei carabinieri aveva fatto luce su una fiorente attività di spaccio a Terni, soprattutto di cocaina, con solidi canali di rifornimento in Abruzzo ed in particolare nella città di Avezzano. Gli incontri fra i corrieri avvenivano lungo la strada statale 79 - la vecchia Terni-Rieti - e la droga, una volta consegnata, veniva nascosta in un bosco, da cui ha preso nome l'indagine Silva.