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Messi al Psg, su Twitter è bufera: "Non è un bandiera come Totti". Serena: "Lacrime che stridono, la scelta è sua"

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E così, si è consumato l'addio. Fra le lacrime e la commozione dei presenti, Lionel Messi ha salutato il suo Barcellona, la squadra dove ha sempre militato sin dalle giovanili, e sembra destinato ad accasarsi, per una cifra faraonica, al Paris Saint Germain. La decisione della Pulce di non terminare la propria carriera tra le file blaugrana - per motivi economici, nonostante sembra fosse disposto a decurtarsi fino a metà stipendio - sta però già dividendo il popolo di Twitter: l'addio al Barça farà perdere a Leo il suo status di uomo bandiera? Per molti, a quanto pare, sì. E subito scattano i paragoni con Totti, che ha terminato a tutti i costi la carriera esattamente nella squadra con cui l'ha iniziata. "Ora che Lionel Messi ha ufficialmente lasciato il Barcellona, chi consideriamo il più grande "one club man" nella storia del calcio?" si chiede un utente. Le risposte sono le più svariate: "Nessuno è come Totti". "Totti è l'unica risposta", "Messi non è un campione, non è un capitano, non è Totti" si legge. Ma c'è anche chi dice Maldini, Baresi, Giggs. 

 

 

 

A precisa domanda in conferenza stampa, sul perché non fosse potuto rimanere al Camp Nou pur volendolo, Messi ha risposto: "Era tutto accordato, ma per la questione della Liga (normativa sui tetti salariali) non si è potuto mettere nero su bianco. Io ho fatto tutto il possibile, il presidente Laporta ha detto che il rinnovo non è arrivato per una questione legata alle norme della Liga. Io volevo restare e ho fatto di tutto. Avevo abbassato del 50% il mio stipendio, ma questo non era sufficiente".

 

 

 

Sembra dunque che la ragione della mancata permanenza siano le norme spagnole sui tetti salariali, insieme ai problemi economici del Barcellona. E dunque, si chiede qualcuno, se il 50% non era sufficiente, perché non abbassarsi lo stipendio ancora più? Staremmo comunque parlando di cifre milionarie.  Fra le riflessioni in merito, quella di Aldo Serena: "Non credo che Laporta avrebbe detto di no a un accordo fra i 7 e i 9 milioni. Sono lacrime che un po' stridono, è sua la scelta". Per molti, insomma, al momento decisivo, la Pulce non è stata in grado di rinunciare a tutto pur di rimanere. Non un mercenario, per carità. Ma nemmeno una bandiera come Francesco Totti.