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Vaccini, Magrini (Aifa): "70% degli immunizzati a settembre". Possibilità di una dose all'anno

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Entro fine settembre sarà raggiunto l’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione, ma con il virus "dovremo convivere a lungo" e "verosimilmente" sarà necessario fare un richiamo anti-Covid "ogni anno": a spiegarlo è il direttore generale dell’ Aifa, Nicola Magrini, in un’intervista al Corriere della Sera. Per Magrini "parlare in modo generico di terza dose è un messaggio che confonde". Infatti, il cosiddetto booster potrebbe riguardare solo alcune fasce più a rischio: "Un richiamo anticipato non sarà per tutti, solo per gli immunodepressi come trapiantati, pazienti oncologici o coloro che fanno specifiche terapie immunosoppressive che è stato dimostrato beneficiano di una terza dose per raggiungere una buona immunità", ha sottolineato.

 

 

Un destino diverso per gli altri: "Le persone che non appartengono a queste categorie possono stare tranquille: le due dosi già ricevute garantiscono una eccellente protezione". Quanto alla decisione di Israele di procedere alla terza dose per tutti, per il numero uno dell’ Aifa si tratta di "un eccesso di prudenza". "Lo scenario ora è decisamente migliore grazie al vaccino e al green pass, fermo restando che bisognerà continuare a rispettare le regole di igiene e distanziamento", ha aggiunto.

 

 

Per quanto le vaccinazioni procedano speditamente, a quanto pare, "dovremo convivere a lungo con questo virus, per anni", ha insistito, "il fatto però che la crescita dei contagi, se guardiamo i dati della Gran Bretagna o di Israele, non abbia comportato un aumento dei ricoveri, ci porta a vedere positivo. Continuiamo a puntare sui vaccini". E infine anche un passaggio sulla questione dell'equa distribuzione dei vaccini. Giorni fa, l'appello del leader Oms Tedros Ghebreyesus, affinché i vaccini siano somministrati anche alle centinaia di milioni di persone che vivono nei Paesi che non appartengono al primo mondo. "Si arriverà al controllo globale grazie a una politica di redistribuzione dei vaccini. Noi siamo al 70% della copertura, in molte parti del Sud del mondo non raggiungono il 10%. Di questo ci occuperemo nel prossimo G20" ha spiegato Magrini.