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Marcinelle, 65 anni fa la tragedia dei minatori. Il Rettore Unipg Maurizio Oliviero: "Ricordiamo il sacrificio"

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"In occasione dell’anniversario della tragedia di Marcinelle, in cui persero la vita 262 persone nella miniera di carbone Bois du Cazier in Belgio, vogliamo ricordare chi ha sacrificato il bene più grande lavorando lontano dal proprio Paese. Vogliamo e dobbiamo ricordare, per molte ragioni: perché preservandone la memoria eviteremo di ripetere gli errori del passato e saremo in grado di costruire politiche più giuste per la tutela della dignità umana e del lavoro, fondamento del diritto alla speranza in un futuro migliore" ha dichiarato oggi il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Prof. Maurizio Oliviero, nel 65esimo anniversario della tragedia. 

 

 

 

L'esigenza di ricordare eventi così neri della storia italiana ed europea, secondo Oliviero, è importante in primis "perché il sacrificio di tante lavoratrici e tanti lavoratori emigrati all’estero, italiani e non, ha contribuito in modo determinante alla formazione di una coscienza transnazionale ed europea e, oggi più che mai, è nostro dovere operare per accrescere il dialogo e il sentimento di collaborazione e condivisione tra i popoli".

 

 


Proprio in giorni in cui le tragedie sul lavoro sono tornate prepotentemente sotto i riflettori, non si può dimenticare la strada tracciata dalla nostra Carta fondamentale: "L’Articolo 1 della nostra Costituzione sancisce espressamente che il principio fondativo della nostra Repubblica è il lavoro, che va pertanto tutelato in tutte le sue forme, prima di tutto garantendo la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, affinché non si verifichino mai più infortuni e tragedie" ha concluso il Prof. Oliviero. 

 

 

 

 

Era l'8 agosto del 1956 quando 262 uomini, fra cui 136 italiani, morirono intrappolati sottoterra a Marcinelle, in Belgio, in una delle più grandi tragedie del lavoro che la storia ricordi. Solo 13 i sopravvissuti. La Cgil di Perugia, che coltiva da tempo un rapporto di collaborazione e amicizia con le comunità di lavoratori umbri emigrati in Belgio, ricorda come alimentare la memoria storica di quel terribile evento significhi anche creare un ponte con un'altra tragedia avvenuta in quegli anni in Umbria: nella miniera di Morgnano di Spoleto, nel marzo 1955, persero la vita 23 minatori.