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Umbria, Green pass: primo giorno di disagi, specialmente per i turisti

Sabrina Busiri Vici
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In Umbria debutta il green pass. Telefonino in mano e Qr code in bella vista. Necessaria poi la carta d’identità, o altro documento, per il controllo incrociato. Musei, cinema, teatri, concerti, ristoranti, palestre, centri benessere, ospedali e molti altri il 6 agosto sono entrati in modalità certificazione obbligatoria. Disagi? Infiniti. 
Perugia - Ore 12 pozzo Etrusco. Francesco viene da Pordenone ed è in vacanza con la famiglia, moglie e due figli, in Umbria. Tutto bene all’ingresso? “Tempi più lunghi: ho dovuto attendere l’arrivo del lasciapassare dal ministero perché il mio Qr code non dava l’accessibilità in quanto mi è stato rilasciato dalla base Statunitense nella quale lavoro e l’app governativa non lo riconosceva”. Situazione simili si è verificata anche per Maurizio, varesino. Lui vive in Francia ed è in vacanza in centro Italia: “Sono riuscito a farmi riconoscere il pass solo scaricando il certificato nella versione francese dell’app Immuni”.

 

 

 

 

Cappella di San Severo. File più lunghe del previsto all’esterno. Sono una ventina i visitatori in attesa di vedere l’affresco di Raffaello. Due turisti spagnoli, Manuel e sua moglie, sono alle prese con lo smartphone per ottenere la spunta verde: “Siamo di Barcellona e ci siamo dovuti rivolgere al ministero per avere il codice, nella nostra città non sono ancora in vigore queste misure, in Spagna solo in alcune isole”. Maristella Petti, operatrice culturale addetta all’ingresso della cappella di San Severo, non riesce a mitigare il disappunto: “Oggi abbiamo problemi infiniti, le procedure sono tutte rallentate, siamo riusciti a fare entrare solo la metà delle persone rispetto agli standard quotidiani”. E Maristella prosegue: “Addirittura una famiglia di quattro persone, tutti muniti di Qr code, si è trovata nella paradossale situazione di avere l’ok solamente per due di loro; gli altri sono rimasti fuori, ma non si è capito il perché. Evidentemente ci sono dei problemi di lettura ancora da risolvere”.

 

 

 

 

Più tranquillo il flusso nei ristoranti, i gestori si affidano soprattutto ai tavoli all’aperto e quindi alla non obbligatorietà del green pass. E il personale si è attrezzato a gestire con mezzi propri i controlli. “Su cinque persone al lavoro nel locale, due sono state destinate alla verifica delle card ma ancora la stagione ci permette di lavorare soprattutto all’aperto”, è il commento di Antonio Aprea della Pizzeria Mediterranea. Sulla stessa linea anche Cristian Bonetti di Shinto: “Contiamo di lavorare all’aperto fino a settembre dopodiché speriamo siano abbastanza avanti la campagna vaccinale e le dotazioni delle certificazioni. Per i controlli noi ci siamo organizzati con due hostess nelle giornate di maggior flusso come il sabato altrimenti gestiamo la situazione con il personale interno”. La soddisfazione di verificare il primo green pass se la vuole togliere Franco del ristorante La Taverna. “Ho chiesto a un cliente seduto all’esterno di fare la prova lo stesso, volevo togliermi lo sfizio della spunta verde”. Così si fa.

 

 

 

 

Terni - “Ho scaricato l’app per controllare il green pass dei clienti – spiega Bruno Felici, del locale La Cruda di Terni – che hanno deciso di cenare al chiuso e vedremo come andrà. Il timore è che qualcuno possa non voler mostrare il documento, per questioni di privacy, e quindi preferire restare a casa. Non escludo che in inverno, se non ce la facessi da solo a controllare tutti i clienti, dovrò inserire una persona preposta ai controlli”. Gli fa eco Alessandro Paolucci, del Ristò da Ale: “Che dire, rispetto le regole – dice – e ne prendo atto. Vediamo come andranno questi primi giorni poi faremo le nostre valutazioni”. Intanto anche l’ospedale Santa Maria si è adeguato alle disposizioni: “Le nuove modalità di accesso – spiega l’azienda ospedaliera – riguardano le aree di degenza e il Pronto soccorso: il possesso del green pass faciliterà gli accessi, in quanto familiari, caregiver e visitatori, se autorizzati dal medico di reparto, mostrando la certificazione verde potranno evitare di sottoporsi al tampone per test molecolare o antigenico, che resta invece obbligatorio per chi non è in possesso di card”