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Olimpiade, Fred Morini mani d'oro: "La mia rivincita dopo l'incidente che infranse i miei sogni"

La storia di Federico, ex ciclista professionista che ha superato una paraparesi degli arti e un tumore

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Due giorni indimenticabili e da raccontare. C’ero anche io lo può dire con orgoglio Federico Morini, per tutti Fred, osteopata e massaggiatore della nazionale di ciclismo che, in pista, sta dando spettacolo all'Olimpiade di Tokyo. L’apoteosi è arrivata con l’oro nell’inseguimento condito dal record del mondo conquistato dal Frecciazzurra guidato da Filippo Ganna, con Lamon, Consonni e Milan che hanno fatto un lavoro eccezionale e poi ieri la festa è continuata con il bronzo di Elia Viviani nell’Omnium. Morini si stringe forte al petto le due medaglie. “Fred”, 44enne originario di Selci nel Comune di San Giustino, seppure oggi residente a Sansepolcro dove lavora è al settimo cielo. “Sono orgoglioso di essere parte della nazionale come osteopata e massaggiatore” dice Fred, raggiunto telefonicamente in Giappone, “da tre anni sono stato chiamato a farne parte dal commissario tecnico Marco Villa e da quel momento ho sempre cercato di migliorarmi in tutto e contribuire al lavoro di crescita che a Tokyo ha raggiunto l’apice”.

 

 

Per Morini alle spalle c’è un passato importante da ciclista dilettante con diverse vittorie che gli sono valse il passaggio tra i professionisti: dopo la vittoria in una tappa del Giro dell'Austria 2001 con la maglia della Gerolsteiner, il terribile infortunio in allenamento; una caduta sulla strada della Montesca gli provoca uno shock midollare e la paraparesi degli arti inferiori. Lui non si ferma, diventa giornalista e poi commentatore sportivo; lavora nel mondo Bianchi – azienda leader nel settore del ciclismo – per poi entrare nell’ambiente medico e partecipare alla maratona di New York dopo aver battuto un tumore.

 

 

“Un oro e un bronzo che pesano tantissimo, ma è la sensazione di ‘carico’ più piacevole al mondo perché chi come me nasce nello sport e ci cresce per decenni, durante i quali costruisce dei sogni e per questi lavora, ma ad un certo punto accade qualcosa che li infrange come il mio incidente in allenamento da professionista, ha modo di riprendersi una bella e sana rivincita”. Insomma, c’è tanto anche del lavoro di Fred insieme ad atleti che hanno dato tutto, gambe, testa e cuore per scrivere una pagina indelebile e un record del mondo battuto per ben due volte fermando il cronometro, in finale, su 3.42.032. 

 


“Un’Olimpiade si prepara con un principio fondamentale, l’essere disposti a sacrificare molto della propria vita, perseveranza, vivere lontano da casa per settimane durante l’anno e creare un gruppo forte anche mentalmente tra staff ed atleti”. E i momenti che precedono la gara come si vivono? “Con tanta tensione che però devi essere bravo a non far passare tra gli atleti. Inoltre, devi essere bravo a trasmettere serenità e distogliere l’attenzione degli atleti sulla performance portandoli a parlare di altro: essendo anche psicologo mi riesce abbastanza bene, ma credetemi non è cosa facile”.