Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, l'Ast dichiara 31 esuberi tra gli impiegati. Al via le procedure. Incentivi a chi lascia l'azienda

L'Ast

  • a
  • a
  • a

L’Ast ha formalizzato, nella giornata di giovedì 5 agosto, in Confindustria la ripresa della procedura per l’esodo incentivato di 31 impiegati. La mossa aziendale era nell’aria. Da diversi mesi, il management della società di viale Brin aveva denunciato l’esubero di personale impiegatizio, con la disponibilità di uscite volontarie incentivate, ma finora si erano fatti avanti solo in 19 su 50. Il sindacato ha chiesto all’azienda l’esame congiunto del piano esuberi che si svolgerà nei primi giorni di settembre, ma ritiene punti irrinunciabili l’incentivazione e la volontarietà dei lavoratori. Intanto è iniziata la programmata fermata estiva di Acciai speciali Terni. Ieri, dalle 14, sono stati fermati il forno 4, i reparti Aod2-Lf, Aod3, Asea, Cc03 e Cco7 mentre da domani cesserà le colate il forno 5. La ripresa dell’attività è prevista tra il 23 e 24 agosto. L’area a freddo, invece, chiuderà gli impianti per una decina di giorni.

 

 

Quest’anno, rispetto ai precedenti, la fermata è leggermente più corta, anche perché c’è da rispettare il termine consegna del prezioso lamierino inox, abbastanza richiesto dal mercato nazionale ed estero. Mentre i reparti sono fermi si svolge la manutenzione, che coinvolge centinaia di lavoratori delle ditte terze. Da rumors raccolti tra i lavoratori i players stranieri, Baosteel e Posco, proprio in questo periodo di stop della produzione, potrebbero inviare le delegazioni per il tour per lo stabilimento, in procinto di essere venduto. Nelle settimane scorse era stata la volta delle delegazioni di Marcegaglia e Arvedi, ma soltanto dopo la visita dei cinesi e coreani dovrebbero essere formulate le proposte economiche vincolanti per l’acquisizione del sito. L’advisor Jp Morgan ha messo a disposizione dei gruppi interessati la data room, la parte della documentazione aziendale riservata.

 

 

Senza un’accelerazione il rischio è che per l’accordo di cessione si superi fine ottobre, poi altro tempo sarà necessario per le verifiche dell’Antitrust, ma va definito il perimetro della vendita, in maniera che oltre ai siti produttivi si ufficializzi una parola chiara sui centri servizio, specie quelli collocati in Europa. Intanto il parlamentare del Pd, Walter Verini, ha avuto a Roma un colloquio con il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni sul futuro e le prospettive delle Acciaierie di Terni.