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Concorsopoli, nuovo giudizio per due: i tempi del processo rischiano di allungarsi

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Alessandro Antonini
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Concorsopoli, i tempi del maxi processo rischiano di allungarsi ancora. Per due degli indagati, infatti, c’è in corso uno stop and go che non ha visto ancora la fissazione della nuova udienza preliminare. Dopo che la prima era stata annullata. E come è successo per Catiuscia Marini, visto che si tratta del medesimo procedimento, poi tutto dovrebbe essere riunificato. Con il rischio di attendere ancora.

A fine giugno erano state accolte le eccezioni in aula dagli avvocati Franco Libori e Gianni Zurino che assistono Fabio Gori e Paolo Leonardi: avevano ottenuto la nullità del decreto di rinvio a giudizio, perché ai loro assistiti era stato riconosciuto il concorso anomalo per assorbimento con il reato di falso che non gli era stato contestato. Dopo che il collegio ha rinviato gli atti alla procura, i pm hanno notificato agli indagati un nuovo 415 bis (avviso di conclusione delle indagini) con il capo di imputazione riformulato. Falsità in concorso. Il problema è che adesso c’è lo stop estivo: le difese possono chiedere l’interrogatorio prima dell’udienza preliminare che quindi non potrà essere fissata prima dell’autunno. Il processo è quello sulle prove truccate in sanità, in cui ci sono imputati oltre 30 tra sanitari, manager e politici. Lo stesso fascicolo che nel 2019 portò alla decapitazione del Pd e alle dimissioni dell’allora governatrice regionale, Catiuscia Marini. Che il nuovo capo di imputazione dovrà essere discusso in fase dibattimentale lo dice anche la Cassazione, che ha respinto il ricorso per “abnormità” del rinvio a giudizio di Gori, inizialmente indagato per abuso d’ufficio, reato poi trasformato in falso. Per la Suprema Corte il ricorso è inammissibile.

“Questa corte di Cassazione ha già affermato che l’eventuale mutamento del fatto contestato operato dal giudice dell’udienza preliminare con il decreto che dispone il giudizio non comporta l’abnormità di tale provvedimento, in quanto l’ordinamento processuale contente che tale anomalia possa essere posto rimedio in dibattimento”. Con l’annullamento del rinvio a giudizio. Al momento “non si è venuto a creare quell’effetto di stallo o regressione processuale”, spiegano i giudici. Però va rifatta l’udienza preliminare e ancora non è stata fissata una data, stando alle carte. A questo si somma l’eccezione sull’incompatibilità del giudice Giangamboni, sollevata dall’avvocato Francesco Crisi (difensore di Maurizio Valorosi) perché nel 2017, in fase di indagine, firmò da gip decreti dello stesso procedimento.