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Umbria, allarme siccità per l'agricoltura: senza pioggia a rischio molte coltivazioni

Gabriele Burini
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Mancano le piogge, aumentano i problemi per l’agricoltura. La siccità sta causando disagi anche in Umbria. Basti pensare che ad aprile ha piovuto solamente 21,8 millimetri di acqua e che anche il lago Trasimeno non sta vivendo una delle stagioni migliori. A inizio luglio il livello era -70 centimetri sotto lo zero idrometrico, oggi è -92. Unica nota leggermente positiva il funzionamento delle paratoie: a inizio agosto 2020 il livello era -98, e viste le scarse precipitazioni del 2021, il lavoro di quest’ultime è stato fondamentale per non avere ulteriori cali. Le coltivazioni stanno quindi subendo pesantemente questa situazione che va avanti da mesi. 

 

 


Stando a quanto riporta Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria, ci sarà un calo del 25% sulla produzione del vino. “Più difficile fare altre previsioni, perché ancora può piovere. Comunque questa è l’ennesima stagione diversa dagli anni passati. I 40 gradi non li abbiamo mai superati, però il vento forte ha creato molta evaporazione e traspirazione dalle foglie, creando disagio alla pianta. I terreni sono stati irrigati male proprio per via del vento, e su certe produzioni come vino, olio e cereali i problemi ci saranno. Con l’irrigazione inoltre non siamo riusciti nemmeno a ricreare la capacità di campo, cioè far penetrare l’acqua in profondità. Una problematica che si somma alla gelata di aprile, che ha creato danni importanti sulle colture arboree”.

 

 

 


Situazione allarmante anche per Cia Umbria. I numeri, in questo caso, sono in linea con quelli riportati un mese fa. Si registra infatti un meno 20% di produzione per le colture di orzo; meno 45% per il grano; meno 80 con punte fino al 90% per mais e sorgo; solo due tagli sono stati effettuati per l'erba medica sullo standard di quattro e, in Alto Tevere, l'irrigazione del tabacco ha richiesto un + 70% di acqua con conseguente aumento dei costi.
“Oggi - ricorda il presidente Matteo Bartolini - si aggiungono altre due questioni. La prima riguarda l’olio. Come già successo in Sicilia, infatti, il caldo ha provocato la cascola dei fiori e dei frutti (ovvero la caduta prematura dovuta proprio al clima). Questi ultimi poi non erano nemmeno tanti, perché avevano già subito la gelata di aprile: la situazione è veramente preoccupante. A ciò inoltre si aggiungono le difficoltà di attingimento di acqua e l’aumento dei costi di produzione”.
Intanto, proprio ieri Coldiretti nazionale ha fatto sapere come l’agricoltura italiana, nel 2021, abbia subito oltre un miliardo di danni a causa degli eventi estremi che hanno decimato le produzioni nazionali.