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L'arco del Leone a Perugia è opera di Galeazzo Alessi. Dal restauro la prova

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“Lo zio messer Galeazzo ha comprato una possessione in un loco così bello ed ameno che senza dubbio alcuno supera tutte le altre di quel contorno: v’è in essa un giardino assai spatioso, cinto di mura adattate con spalliera di verdura, di cui voi venendo, come tutti sperano e vi aspettano, piglierete grande spasso”. Così scriveva il nipote dell’architetto Galeazzo Alessi nella seconda metà del Cinquecento. La villa a cui si riferisce è con tutta probabilità nella zona di via Enrico Dal Pozzo a Perugia e a confermarlo è arrivato il restauro appena concluso dell’arco del Leone di proprietà della famiglia Giovagnoli-Boothman.

 

 

A palazzo della Penna si è tenuta la presentazione dei lavori di restauro dell’antico portale. In questa occasione sono state rese note le scoperte emerse durante l’esecuzione dei lavori di restauro e consolidamento del manufatto ad opera del maestro Adamo Scaleggi. La prima riguarda una scritta posta nella trabeazione sopra l’arco, riportante la dicitura Villa Alexia, praticamente invisibile prima del restauro, ora finalmente riemersa. Questa scritta fa supporre che l’attribuzione al celebre architetto perugino sia ancor più attendibile.
La seconda scoperta riguarda il colore del leone posto in cima all’arco. Ricordato da tutti sporco e quasi privo di fisionomia, grazie al restauro è tornato alle sue originarie fattezze e al color rosa della pietra con la quale è stato originariamente realizzato.

 


Il portale, prima dei lavori, versava in una condizione di degrado ed era staticamente compromesso. Grazie ai due proprietari, la signora Alessandra Giovagnoli e il signor Derek Boothamn, che hanno finanziato il restauro del valore di oltre 100 mila euro, è tornato al suo antico splendore. Durante i lavori è stata consolidata la struttura del manufatto e delle sue fondazioni, è stata effettuata un’opera di pulitura della facciata e di restauro sia delle pietre che dei mattoni di cui è costituito, lasciando là dove è stato possibile la scialbatura che doveva anticamente ricoprire i mattoni di pessima fattura, proponendo una lettura filologica accurata e rigorosa della superficie, anche con la risarcitura, resa comunque riconoscibile, di alcuni mattoni mancanti. I lavori permettono di aprire una nuova pagina della storia architettonica della città di Perugia in un tema che da anni appassionava la città. Il restauro è stato diretto dallo studio “Ing. Luca Ferretti & Arch. Maria Luisa Guerrini Associati” ed è stato eseguito per la parte edile dalla ditta Pierotti Carlo di Pierotti Stefano di Gubbio, mentre il restauro delle superfici è svolto appunto dal restauratore perugino dottor Adamo Scaleggi. “La nostra città – ha detto l’assessore Leonardo Varasano – è uno scrigno meraviglioso che ogni tanto ci riserva sorprese e scoperte come accaduto in questa occasione. Il monumento di cui parliamo oggi, in precedenza in precario stato di manutenzione, rappresenta una struttura di alto pregio profondamente legata alla figura di Galeazzo Alessi. Dopo l’opera di consolidamento e riqualificazione, l’arco oggi si presenta come un bene recuperato”.