Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, l'idroelettrico della Erg torna all'Enel: nessun rischio per i posti di lavoro

La centrale Erg di Galleto

  • a
  • a
  • a

Gli impianti idroelettrici di Terni ritornano ad Enel, che ha firmato un accordo per l’acquisizione dell’intero capitale sociale di Erg Hydro S.r.l., detenuto dalla stessa Erg Power Generation S.p.A. Va subito detto che, a quanto dichiarato dagli stessi diretti interessati, non si adombrano rischi per i livelli occupazionali.

 

L’accordo prevede il riconoscimento di un corrispettivo pari a 1.039 milioni di euro, per un enterprise value di 1.000 milioni di euro, e un successivo meccanismo di aggiustamento prezzo al closing, basato principalmente sulle variazioni del capitale circolante netto e della posizione finanziaria netta di ERG Hydro S.r.l.

Gran parte degli impianti erano stati realizzati dalla Terni società per l’industria e l’elettricità che aveva iniziato il programma elettrico negli anni ’30 con il potenziamento del bacino Nera-Velino con la realizzazione di un canale di 42 chilometri che convogliava le acque del Nera, a valle della centrale di Preci, al lago di Piediluco, con una portata prevista di 25 metri cubi a secondo, attraverso gallerie e viadotti, di una diga mobile sul fiume Velino e il canale di collegamento con il lago di Piediluco, e dei laghi artificiali, di altissima ingegneria, del Salto e del Turano.

 

Nel 1963, a seguito della nazionalizzazione dell’energia elettrica, gli impianti furono espropriati dall’Enel, l’Ente nazionale per l’energia elettrica, dopo 25 anni, nel 2008, furono acquisiti dalla multinazionale spagnola Endesa, che poi li cedette ai tedeschi di E.On e sei anni fa passarono ai genovesi della famiglia Garrone Montini.

Per Salvatore Bernabei, ceo di Enel Green Power, con l’acquisizione “di questi asset strategici consolidiamo il nostro ruolo di leader della transizione energetica in Italia e facciamo un importante passo in avanti nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Gruppo”.

Paolo Merli, amministratore delegato di Erg non ha dubbi: “L’operazione, oltre a garantire una corretta valorizzazione degli asset ceduti, ci rende particolarmente orgogliosi perché consente l’integrazione delle nostre persone all’interno di un primario gruppo energetico a livello globale con una presenza radicata in Italia”.

Gli addetti sono 114 che attualmente si occupano del funzionamento degli impianti e con l’ingresso di Enel, come detto, non rischiano il posto di lavoro, anzi potrebbero essere anche ancora di più valorizzati. Dopo il verificarsi di alcune condizioni sospensive in linea con le normali prassi di mercato, il perfezionamento dell’accordo è previsto all’inizio del 2022.