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Umbria, le associazioni di categoria alla Regione: "Rafforzare gli Its"

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Nuova linfa alla formazione professionale, a partire dal rafforzamento degli Its, per aggiungerne almeno due all'unico al momento esistente nella nostra regione. Lo chiedono 9 associazioni di categoria dell’Umbria (CNA, Confartigianato, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Legacoop, Coldiretti e CIA), che  hanno inviato un’istanza specifica alla Regione dell’Umbria. “E' da qui che passano le maggiori chances di crescita delle imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro. Solo un aumento delle competenze professionali di imprenditori, lavoratori ma anche di giovani disoccupati sarebbe in grado di farci superare anche le più ottimistiche previsioni di crescita per il 2022/2023" si legge. 

 

 

Che quella della formazione tecnica superiore sia una partita fondamentale per la crescita, il governo nazionale lo ha già intuito: non a caso sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro su questo capitolo, ben cinque volte le risorse attuali, con l'obiettivo di arrivare a quota 20mila diplomati all'anno (solo 5mila oggi). “In teoria siamo di fronte alle condizioni ideali per rafforzare l’offerta di formazione tecnica superiore, andando ad aumentare il numero degli Its con una forte diversificazione degli indirizzi esistenti" prosegue la nota. Il numero dei ragazzi che frequentano le scuole post-diploma, vede l'Italia molto indietro rispetto agli altri paesi europei: 750mila in Germania, 530mila in Francia, 400mila in Spagna, 270mila nel Regno Unito contro i circa 16mila italiani. Secondo le stime, l'Umbria potrebbe quadruplicare il numero di diplomati all'anno, passando da 150 ad almeno 600. 

 

 

 

 

"Il nostro obiettivo non è solo dare risposte alle esigenze di competenze medio-alte provenienti dalle imprese" si legge. "Vogliamo anche riavvicinare al mondo del lavoro i giovani, cioè coloro che stanno pagando il prezzo maggiore, anche in termini occupazionali, degli effetti della pandemia. Infine, dobbiamo riuscire a intercettare anche i cosiddetti NEET, una categoria di persone, soprattutto ragazzi, che non lavorano, non cercano un impiego, né studiano. Un’autentica piaga sociale, senza la cui soluzione una società non può evolversi."