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Castiglione del Lago, beve acqua ossigenata: ricoverato in terapia intensiva

Gabriele Burini
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Beve acqua ossigenata sul posto di lavoro e finisce in terapia intensiva all’ospedale di Perugia. Un 45enne di origine marocchina, residente nel comune di Castiglione del Lago, è stato ricoverato all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia a seguito di un incidente sul posto di lavoro. Il classe 1976 infatti ha bevuto dell’acqua ossigenata. La sostanza era custodita in una bottiglia che originariamente conteneva della semplice acqua.

 

 

L’incidente, come detto, è avvenuto sul luogo di lavoro: l’uomo è unico dipendente in un allevamento di animali, dove svolge la mansione di bracciante. 
Le sue condizioni risultano ancora gravi, e il 45enne rimane ricoverato nel reparto di terapia intensiva del nosocomio perugino.

 

 

Non è la prima volta che sostanze tossiche vengono erroneamente ingerite nel territorio del Trasimeno. L’ultimo caso simile risale al marzo del 2019 quando una donna di 62 anni residente a Magione aveva bevuto della varechina mentre era a pranzo dalla madre, nell’abitazione di Corciano. Anche in quella circostanza la sostanza era finita in una bottiglia simile a quelle utilizzate per l’acqua, messa poi in cucina nelle vicinanze delle altre. Bottiglia che poi aveva un colore, il verde, che non aveva reso riconoscibile la sostanza contenuta al suo interno. Quindi, erroneamente, la donna ingerì la varechina. Fortunatamente per la magionese non ci furono delle conseguenze a seguito dell’incidente. 
Venne immediatamente trasportata in ospedale dal 118 che arrivò a Corciano, ma gli accertamenti eseguiti, tra cui le lastre e la gastroscopia, esclusero ogni possibilità di lesione interna. Per la donna quindi la degenza al Santa Maria della Misericordia durò solamente qualche giorno. A dicembre 2019, invece, una 56enne di Bastia Umbra ingerì dell’acido.