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Perugia, arresto cardiaco mentre cena fuori, lo salva una rianimatrice vicina di tavolo

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Uno dei malviventi è stato arrestato in un blitz all'ospedale

Fra. Mar.
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“Quel signore è stato molto fortunato e non solo perché io ero lì venerdì sera, ma anche e soprattutto perché c’era un defibrillatore funzionante”. A parlare è la dottoressa Elisabetta Franciosini, che di lavoro è una rianimatrice del Santa Maria della Misericordia di Perugia e venerdì sera attorno alle 22.30 ha salvato un 50enne che aveva avuto un malore mentre era a cena fuori in centro a Perugia. “Ero a cena col mio compagno in un locale di via Mazzini - racconta - e ci siamo accorti che c’era un po’ di trambusto e un capannello di persone, al centro un uomo che si era appena sentito male. Era in arresto cardiaco. Io sono intervenuta immediatamente con un massaggio cardiaco e insieme a me anche un’infermiera di cui, nel trambusto del momento, non ho saputo nemmeno il nome e che vorrei tanto ringraziare, al pari del ragazzo che ci ha aiutate e di chi è corso a cercare un defibrillatore che, per fortuna c’era. In questi casi un defibrillatore e un intervento precoce può fare davvero la differenza per l’evoluzione delle condizioni di un paziente”. Il defibrillatore, si è appreso, era della farmacia Sodalizio San Martino in piazza Matteotti.

 

 

 

“Hanno funzionato bene molte cose - aggiunge la dottoressa Franciosini, in forze all’Unità di Terapia intensiva dell’ospedale di Perugia diretta dal professor, Edoardo De Robertis - anche i soccorsi avanzati del 118 sono arrivati presto. Quest’uomo, di cui non so nemmeno il nome, è stato fortunato, si era ripreso già prima di salire in ambulanza. Ma l’aspetto che mi preme sottolineare è l’importanza della diffusione dei defibrillatori e la necessità di insegnare a tutti, non solo ai sanitari, ad usarli. In alcuni paesi lo si insegna a scuola anche ai bambini, credo che sarebbe molto utile”.

 

 

Ma quanti defibrillatori ci sono in Umbria? Una vera e propria mappatura non esiste, tra gli ultimi a sollecitarla erano stati i consiglieri regionali della Lega, Paola Fioroni e Stefano Pastorelli un anno fa. Esiste un elenco depositato presso il 118 regionale, ma non tutti coloro che ne acquistano o ne donano uno lo hanno censito e quindi non è detto che risulti in questo elenco, in cui, comunque, non è specificato in quali condizioni siano i macchinari. “Noi - spiega il coordinatore infermieristico del 118, Giampaolo Doricchi - non sappiamo se i Dae - se non quelli che abbiamo donato noi - ricevono la necessaria manutenzione. Perché è inutile acquistarli e metterli in un punto se poi non si controllano”. Per quanto riguarda il Comune di Perugia, esiste una mappatura, un documento reperibile online nell’ambito del Progetto cuore, che punta a far diventare il capoluogo di Regione una città cardioprotetta. Secondo questo documento, a Perugia ci sarebbero 34 defibrillatori.