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Spoleto, cartelli sui portoni contro la movida molesta

Rosella Solfaroli
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I residenti del centro storico di Spoleto s’ingegnano da soli per mettere un freno ai tanti disagi creati dagli schiamazzi notturni prodotti dalla movida. Come succede in molti altri Comuni d’Italia del resto. Sì, perché quel manifesto apposto su gran parte dei portoni delle abitazioni del centro, dove è stampato un dito puntato, un po’ stile Zio Sam creato in America durante il periodo della Prima guerra mondiale per convincere i giovani ad arruolarsi nell’esercito, che invita, in questo caso, i ragazzi e le ragazze della città a rispettare semplici regole del vivere civile, è stato fatto proprio dal gruppo social dei Residenti centri storici italiani. “Utilizziamolo tutti, forse non servirà a fermare ubriachi, vandali e balordi, ma forse farà svegliare dal letargo qualche sindaco”, è scritto nella pagina dei Residenti dei centri storici italiani.

 

 

Ma nemmeno questo, oltre all’intervento delle forze dell’ordine a cui i cittadini fanno riferimento in primis, pare riesca a dissuadere alcuni giovani spoletini che in queste notti d’estate fanno chiasso sotto i portoni delle abitazioni fin ben oltre le 4 del mattino.

 

 

“E’ un manifesto frutto della disperazione di noi tanti cittadini del centro storico la cui vita, di notte, è diventata davvero impossibile – scrive Palmera, una delle residenti di piazza del Mercato – chiedete agli operatori ecologici che alle 7 del mattino devono raccogliere il frutto delle bravate di alcuni giovani che, in alcuni casi, sono protagonisti di risse. Con lancio di sedie, bottiglie vuote, urla, bestemmie e minacce varie. Se io, un mio parente, un mio ospite, dovesse tornare tardi a casa, a quell'ora, cosa rischierebbe? O si aspetta solo questo, che succeda qualcosa di grave, per poter dire in che stato ci siamo ridotti”. Insomma il livello di sopportazione rischia di crollare anche per colpa di notti insonni.