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Orvieto, il vecchio gestore del teatro Mancinelli chiede 175 mila euro al Comune

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Dopo la messa in liquidazione della TeMa, l'associazione che lo ha gestito per 26 anni, e la decisione del Comune di riprenderne la gestione diretta, il Mancinelli attende l'autunno per rialzare il sipario, dopo due anni, sulla stagione teatrale. Al lavoro in questo senso il direttore artistico Pino Strabioli, reduce dall'ottima riuscita della prima edizione di Orvieto Sound Festival che ha portato all'ombra del palazzo del Capitano del Popolo, Diodato, Ghemon e Daniele Silvestri.

 

 

A tenere banco in consiglio comunale, intanto, non è tanto l'aspetto culturale quanto quello di natura politica ed economica. L'ex vicesindaco Cristina Croce, attuale capogruppo di “Siamo Orvieto” ha chiesto, infatti, quali determinazioni intende assumere l’amministrazione cittadina rispetto alla richiesta pervenuta dal legale del liquidatore della TeMa per il pagamento della somma di 175 mila euro, quale quota della concessione per il 2020 di fronte all’erroneo esercizio del diritto di revoca dell’affidamento esercitato fuori termine. “Mi chiedo – ha detto Croce – se non fosse stato il caso di prendere atto dell’erroneo esercizio del diritto di revoca che è illegittimo perché in violazione dell’articolo 27 della Convenzione e proporre viceversa una soluzione transattiva al fine di limitare le conseguenze negative di un sicuro contenzioso”.Dal canto suo, il sindaco e assessore alla Cultura, Roberta Tardani, si è detta stupita delle affermazioni.

 

 

 

 

“Essendo avvocato – ha detto – la consigliera Croce dovrebbe sapere che non esiste alcun erroneo esercizio del diritto di revoca, tantomeno la revoca è illegittima considerando che questa non è stata neppure impugnata dalla controparte. Così come dovrebbe sapere che quando ci sono due parti che si contrappongono le richieste di una parte non rappresentano la verità fino a che non c’è un giudizio. L’associazione TeMa ha fatto le sue richieste economiche, il Comune si è opposto a tali richieste. Vedremo gli sviluppi che saranno oggetto di decisioni superiori. Invito, comunque, ad evitare illazioni decisamente fuori luogo”.