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Rifiuti elettrici pericolosi, condannati due imprenditori per gestione non autorizzata

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Alessandro Antonini
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Dalla maxi inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti elettrici e pannelli solari arrivano le prime due condanne. Renzo Gatti e Stefania Chiavini sono stati dichiarati colpevoli di gestione non autorizzata di rifiuti speciali, pericolosi e non. Otto mesi di arresto e 5 mila euro di ammenda ciascuno, più le spese processuali.

 

 

 

 

Il giudice Alessandra Grimaccia è andata oltre la richiesta di sei mesi da parte del pm Silvia Nardi, che aveva chiesto sei mesi. In particolare Gatti, amministratore della Raeegest di Gualdo Tadino e Chiavini, amministratrice Ecolife, in concorso tra loro “effettuavano reiterata attività di gestione di rifiuti svolgendo operazioni di messa in riserva o deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi, 220 tonnellate di scarti plastica e gomma contenuti in 150 big bags, e rifiuti speciali pericolosi, ossia 100 tonnellate di apparecchiature fuori uso contenute in 23 cassoni scarrabili”. Il tutto nel capannone in uso alla ditta Ecolife, priva dell’autorizzazione per questo tipo di attività, secondo inquirenti e giudici. E’ tutto scritto nella sentenza di primo grado.

 


 

Il materiale era stato sequestrato nel novembre del 2016: era stato l’abbrivio dell0inchiesta Black sun, che dall’Umbria si è estesa in tutta Italia e anche all’estero, fino in Africa. Dove finivano gli scarti dei rifiuti elettrici e in particolare i pannelli solari esausti. Durante la prima ispezione i militari avevano appurato che i rifiuti pericolosi trovati alla Ecolife “in realtà erano destinati all’impianto di recupero della Raeegest, in particolare frigoriferi congelatori da bonificare, ma in realtà erano stoccati in altro capannone. Da qui i sigilli e l’avvio del fascicolo. Il giudice evidenzia come “risulta segnalato il pericolo per l’incolumità e ambiente dall’ordinanza del sindaco di Gualdo Tadino e dal Wwf”. Intanto gli accertamenti proseguono: nuova ispezione nella ditta madre e altri documenti - irregolari secondo chi indaga - scoperti.