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Terni, molestie sessuali su due ragazze di 16 anni. Pensionato arrestato dai carabinieri

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Cinque euro e un gelato. E' questa la scusa per avvicinare due ragazzine di appena 16 anni e per poi toccare le loro gambe e inseguirle. E’ finito in manette con le pesanti accuse di tentata prostituzione minorile e di violenza sessuale in danno di minore l’uomo di 74 anni che giovedì 29 luglio a Terni ha cercato di adescare due minorenni nella zona tra piazza Ridolfi e via Garibaldi. L’anziano, peraltro già noto alle forze dell’ordine, secondo la ricostruzione dei carabinieri che hanno prima indagato per poi eseguire l’arresto, si sarebbe avvicinato alle due ragazze mentre si trovavano sedute sui dissuasori in marmo di piazza Ridolfi. 

Il 74enne ternano, in sella a una bici, le avrebbe accostate con il pretesto di offrire denaro in cambio di prestazioni sessuali. Mentre parlava avrebbe toccato le gambe alle due giovani che sono subito fuggite via. L’uomo però, non desistendo dai suoi intenti, le ha inseguite in bicicletta. Le due ragazze hanno chiesto aiuto ai loro amici che si trovavano in zona. Alcuni coetanei delle ragazze, che di fatto non si trovavano molto distanti dal luogo della vicenda, si sono accorti di quanto stava accadendo. I giovani sono così riusciti a bloccare l’anziano in attesa dell’arrivo dei carabinieri. Sul posto sono intervenuti due militari impegnati nel servizio di carabiniere di quartiere, chiamati da alcuni cittadini per segnalare l’aggressione nei confronti delle due ragazze.

Attirati dalle urla, numerosi passanti si erano inoltre radunati attorno alle due ragazze e all’uomo che, dunque, è stato fermato dai militari dell’Arma e portato in caserma. Dopo le verifiche, l’anziano è stato tratto in arresto e condotto presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, così come disposto dalla Procura della Repubblica di Terni. L’udienza di convalida si è tenuta venerdì 30 luglio di fronte al gip Simona Tordelli, con il legale del 74enne che ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari: l’ultima parola spetterà al giudice.