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Perugia, fascio littorio al mercato coperto: la soprintendenza difende il restauro. Contraria la Rete 10 dicembre

Sabrina Busiri Vici
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Perugia si desta di fronte al restauro dei due fasci littori al Mercato coperto. Il dibattito non si spegne sul recupero del simbolo fascista riemerso accanto al grifo, emblema della città, sulle pareti dell’open space. Un’opera che il centrosinistra non approva: “Deve essere rimosso”, è l’opinione espressa dal consigliere Francesco Zuccherini (Pd) dopo aver compiuto il sopralluogo lunedì.

 

Intanto la Soprintendenza conferma l’operato: “Il Mercato coperto è un bene vincolato il recupero dei dipinti murali lo abbiamo disposto in una relazione che è  agli atti”, riportano dagli uffici. Marco Eugeni, direttore dei lavori per il Comune, aggiunge: “Ribadisco quanto è stato già detto: noi abbiamo eseguito quanto ha disposto la soprintendente Marica Mercalli dopo il sopralluogo del 2019 riportando alla luce così  il dipinto come è testimoniato nei documenti dell’epoca dell’inaugurazione nel 1932. Ora si faccia quello che si crede: rimuovere o coprire con un drappo”. Ed è proprio quanto chiedono associazioni e sindacati della Rete 10 Dicembre insieme ad altre realtà della regione (tra cui Anpi, Cgil, Udi, Omphalos, Società operaia di mutuo soccorso, Libera, Emergency Perugia, Uds e altre ancora). “Esporre un fascio littorio - riporta la Rete -, simbolo del regime fascista e delle sue nefandezze, al Mercato coperto di Perugia, uno dei punti di ingresso del centro storico della città capoluogo dell’Umbria, è assolutamente inaccettabile”.

 

“Un conto - sostiene la Rete - è restaurare un reperto storico, anche di epoca fascista, tutt’altro è esporlo in un luogo pubblico, per di più accanto al Grifo, simbolo della città. È come se in un luogo simbolo di Berlino, accanto all’Orso che rappresenta la città, comparisse una svastica: chi mai penserebbe di lasciarla esposta?”. E la conclusione prende in considerazione quanto disposto dalla Soprintendenza “che di certo non impone di lasciare il fascio in evidenza, con tutti i significati connessi e in un contesto non museale, ma di vita quotidiana, come il Mercato coperto - affermano ancora associazioni e sindacati - Come Rete e come cittadine e cittadini di Perugia, nel rispetto della storia cittadina e delle nostra Costituzione, chiediamo dunque che il simbolo venga se possibile trasposto in un contesto adeguato, o altrimenti coperto. Perché in nessun modo il fascio littorio può essere associato al nome e al simbolo della nostra città”. Sono comunque in molti, soprattutto nella piazza virtuale dei social, a sostenere che “L’Italia è piena di opere edificate in epoca fascista, con una architettura ben identificata, riconoscibilissima e che sono da preservare, indipendentemente dalla ideologia che incarnano”.