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Umbria, 68 sanitari no vax rischiano la sospensione: inviate altre 200 diffide

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Fra. Mar.
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Le operazioni di controllo delle liste dei sanitari non vaccinati in Umbria non sono ancora terminate. Ma dalla scrematura che le due Usl fanno man mano che ricevono le risposte alle pec inviate a chi non risulta vaccinato emerge già qualche dato. Ci sono almeno 23 sanitari no vax alla Usl Umbria 2 e alla Usl 1 ce ne sono circa 45. Professionisti che non vogliono aderire alla vaccinazione. A inizio giugno la Usl 2 ha inviato 1.700 pec a sanitari.

 

 

 

 

In queste settimane sono arrivati circa 1200 riscontri che hanno consentito una prima scrematura del dato iniziale, sottraendo centinaia di professionisti nel frattempo andati in pensione, che si sono vaccinati in altre regioni, sanitari che hanno effettuato la prima dose e sono in attesa della seconda e altre tipologie. C’è anche chi si è ravveduto nel frattempo. Alla Usl 2 si è quindi passati all’invio di 300 lettere a chi non rientra nelle categorie con una “giustificazione” che intima di prenotare la vaccinazione entro 10 giorni. Alla Usl 1 invece, delle 1.600 pec sono andate a buon fine 595, molti professionisti non ne hanno una. Di questi in 200 non hanno risposto in alcun modo e stanno ricevendo una diffida, che andrà anche all’ordine e al loro datore di lavoro. Gli altri hanno invece fornito giustificazioni.

 

 

Per chi non vuole vaccinarsi la strada possibile è duplice e spetta al datore di lavoro decidere: può sospendere il professionista o destinarlo ad altre mansioni. Ma al momento nessuno, né pubblico né privato lo ha fatto. Complice forse, anche il periodo estivo in cui, con le ferie da smaltire potrebbe diventare molto più difficile coprire i turni delle strutture sanitarie in caso di assenza di un numero già stabilito di operatori. Solo in quattro regioni sono stata fatte le prime sospensioni di convinti no vax.