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Covid in Umbria, con il green pass prenotazioni dei vaccini quadruplicate tra gli adolescenti

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Alessandro Antonini e Francesca Marruco
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Le prenotazioni dei vaccini anti Covid sono quadruplicate dopo l’introduzione del green pass per gli umbri tra 12 e19 anni. Al netto dell’effetto prodotto dalle dichiarazioni del premier Mario Draghi (“bisogna vaccinarsi, l’invito a non farlo è un invito a morire”), la fascia d’età più indietro in Umbria - con il 63% di soggetti eleggibili che al 22 luglio non avevano ancora aderito, dato che vale l’ultimo posto in classifica nazionale - è passata dai 107 appuntamenti medi nel periodo 14-16 luglio si è saliti in progressione , fino ad arrivare ai 407 del 22 luglio, agli 845 del 23 luglio - il citato effetto Draghi - e tornare ai 405 dell’ultimo giorno monitorato. Ossia il 24 luglio. Numeri quadruplicati, si diceva.

Che hanno ridotto i non aderenti alla campagna di due punti percentuali. Siamo al 61%. Ci sono sempre sei adolescenti su dieci che non si vaccinano. C’è da correre, ancora. Nella fascia 0-15 anni (dati estratti dalla dashboard della Regione), fermo restando che si può vaccinare dai 12 anni in su, risultano soltanto 600 soggetti immunizzati con almeno una dose. Da 16 a 19 anni 7.704, da 20 a 29 anni 25.245. Certo, le limitazioni che scatteranno dal 6 agosto per chi non ha certificato verde - dall’impossibilità di stare al ristorante al chiuso allo sport vietato - stanno a metà tra l’invito evocato dal premier e l’obbligo indiretto. Secondo il nucleo epidemiologico regionale per avere il 13 settembre un’apertura della scuola sicura , con didattica in presenza piena, l’80% fra studenti, docenti, bidelli e amministrativi dovrebbe essere vaccinata. Considerando che mancano anche 4.384 prof, questo obiettivo sembra al momento una chimera. Senza copertura vaccinale la dad si profila invece spettro sempre più probabile. Secondo il coordinatore del Nucleo epidemiologico Marco Cristofori, il rischio di tornare alla didattica distanza dopo neanche una settimana, con il 60% degli studenti che non si vaccina, è concreto.


L’ex responsabile scuola per la task force regionale, Emilio Abbritti, attuale responsabile del distretto del Trasimeno, interpellato dal Corriere dell’Umbria ricorda come “nella gran parte degli istituti scolastici umbri gli spazi non garantiscono il distanziamento di un metro fra studenti”. Il vaccino è discriminante. Ma oltre alla questione del libero arbitrio c’è il problema della disponibilità di dosi. Che continuano a scarseggiare. L’Umbria ne ha chieste 15mila in più, che dovrebbero arrivare il 3 agosto, proprio per accelerare sui giovani. Ci sono però le seconde dosi da garantire, con il 45% della popolazionee vaccinabile che deve ancora concludere il ciclo. Al momento il totale dei prenotati, fa prime e seconde dosi, tocca quota 123.190. Le dosi consegnate sono 1.018.931, quelle somministrate 959.546, con una riserva di 59.385. Con le inoculazioni che sono tornate a una media che oscilla tra le 9 e le 10 mila al giorno, non bastano neanche per la programmazione di 7 giorni. Considerato poi che l’Umbria ha una potenza di fuoco di 18 mila dosi giornaliere, per andare a pieno regime ne servirebbero 56 mila in più a settimana.