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Terni, i manager del Gruppo Arvedi di Cremona in visita all'Ast: due bus per accompagnarli

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E’ stato il turno del Gruppo Arvedi a visitare, mercoledì 21 luglio 2021, il sito di Ast di Terni.

La folta delegazione, due bus per accogliere tutti i manager della società di Cremona, è stata ricevuta nella sala della biblioteca centrale di viale Brin, per poi fare un tour per lo stabilimento.

La prima tappa in programma, come martedì 20 luglio 2021 per la delegazione del gruppo Marcegaglia, è stato il reparto fucinatura, che ospita la grande pressa capace di lavorare pezzi di oltre 200 tonnellate, una eccellenza mondiale, a seguire i reparti dell’area a caldo e del freddo.

 

Nei prossimi giorni saranno calendarizzate le visite della società cinese Boasteel e della coreana Posco.

Boasteel e Posco sono tra i principali produttori mondiali di acciaio, non solo per il mercato asiatico ma esportano in tutto il mondo. I cinesi annoverano tra i propri clienti italiani anche la Fiat, e negli anni ‘80 fecero il colpo di acquisire gli impianti dismessi di Bagnoli, in pratica nuovi, subito dopo un revamping costato alle casse dello stato italiano quasi mille miliardi di vecchie lire.

Dopo che tutte le delegazioni avranno effettuato il tour per lo stabilimento di viale Brin, l’advisor Jp Morgan, incaricato dalla ThyssenKrupp a seguire la procedura di vendita, dovrebbe ricevere le offerte vincolanti di acquisto ed Ast potrebbe passare di mano anche prima della chiusura dell’anno fiscale ottobre 2020 settembre 2021, o comunque non oltre la fine del 2021.

 

La vendita dovrebbe essere in blocco, l’acquirente dovrà garantire un piano industriale che preveda investimenti, volumi produttivi, livelli occupazionali, tenendo in debito conto sicurezza ed ecologia.

Il budget dell’attuale anno fiscale prevede un milione di tonnellate, ma il mercato favorevole, sta spingendo le produzioni verso 1,1 milioni di tonnellate. Prima della fermata estiva, dovrebbe essere definita la sorte degli eventuali lavoratori di Ilserv in esubero che potrebbero non essere assorbiti dalla finlandese Tapojärvi Oy, che è subentrata nell’appalto del Metal Recovery, all’interno del servizio del trattamento delle scorie