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Umbertide, costruisce maxi modellini di treni

Felice Fedeli
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Per adesso è un hobby. Domani non si sa. Gabriele Lisetti, 27 anni diplomato all’Ipsia di Città di Castello e operaio specializzato alla Gm meccanica, a Umbertide costruisce modellini di treni su scala grande (5 pollici direbbero gli addetti ai lavori) nell’officina che ha ricavato sotto l’abitazione.

 

 

“E’ un modo per rilassarmi e scaricare le tensioni della giornata lavorativa. Nelle ore serali mi dedico a un hobby che mi sta dando tante soddisfazioni. Ho una passione smisurata per il treno e per la riproduzione in scala esatta del modello, tutto fatto rigorosamente a mano”, racconta Gabriele a cui si illuminano gli occhi quando parla delle sue creature. Un tributo a nonno Rino e papà Massimo, che si sono passati il testimone all’ex Fcu. E l’amore per i treni sbocciato in tenera età ha fatto il salto di qualità una decina di anni fa. “Esatto. A una fiera ho visto questi modelli su scala grande. Capolavori di pazienza e di ingegno. Mi sono detto, voglio farli anch’io. Un paio d’anni per predisporre il piano d’attacco e sono partito”, dice. “Durante il lockdown gli dedicavo anche dieci ore al giorno, impossibile con i ritmi lavorativi classici. Non mi interessa se per realizzare un modellino impegno mesi, quasi un anno perché a parte il week end durante la settimana dedico poco tempo a questo hobby. Ma va bene così”.

 

 

Oltre a Gabriele Lisetti, nella provincia di Perugia, un’altra mezza dozzina di appassionati si diletta a costruire modelli di treni su scala grande. “Siamo in contatto con i colleghi di Perugia, Foligno e Città di Castello. Condividiamo esperienze e sogni” precisa. “Dieci giorni fa Lorenzo Peroni, amministratore delegato di Srt gruppo Salcef di Fano, rimasto colpito dalle mie realizzazioni viste in rete, mi ha invitato a visitare la sede del gruppo. Sia detto per inciso che l’azienda marchigiana è leader nella costruzione di mezzi rotabili e specializzata nella costruzione e nel rinnovamento delle infrastrutture ferroviarie e per la mobilità urbana. Insomma, non proprio gli ultimi arrivati”.