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Unipg, terzo miglior punteggio in Italia nella classifica Censis delle università statali

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L’Università di Perugia mantiene la prima posizione nella classifica del Censis relativa ai grandi atenei statali, ossia quelli con un numero di iscritti compreso tra 20 mila e 40 mila. Una posizione raggiunta fin dal 2000. La classifica compara i vari atenei dividendoli in gruppi omogenei per dimensioni. La valutazione tiene conto di numerosi parametri che riguardano le strutture disponibili, i servizi erogati, il livello di internazionalizzazione, la capacità di comunicazione 2.0 e l’occupabilità.

 

 

L’ateneo perugino ha totalizzato un punteggio di 93,3. Quest’ultimo, tra l’altro già aumentato di 1,5 punti rispetto al 2019 (da 91,2 a 92.7), cresce ulteriormente arrivando a 93,3, il terzo punteggio più alto d’Italia. Alle spalle di Unipg si trovano l’Università di Salerno (91,8) e quella di Pavia (91,2). Nella classifica ci sono due nuovi ingressi: l’Università di Venezia Ca’ Foscari, che quest’anno compie un salto dimensionale che dai medi la porta al quinto posto tra i grandi atenei statali, e l’Università di Bergamo, anch’essa proveniente dal gruppo dei medi, che con il punteggio di 83,7 si colloca in tredicesima posizione. Chiudono la classifica dei grandi atenei statali, l’Università di Messina (76,5), di Chieti e Pescara (78,3) e di Catania (78,5). In particolare, per tornare alle performance di Unipg “si registra un significativo incremento dei parametri relativi a Internazionalizzazione (+4 punti) e occupabilità (+8) - riporta una nota dell’ateneo -, grazie soprattutto alla scelta di investire sull’allargamento delle collaborazioni con enti di istruzione superiore di paesi esteri e di agevolare i collegamenti con il mondo del lavoro, attraverso progetti territoriali ad ampio respiro e l’istituzione di nuovi corsi di laurea altamente professionalizzanti”. 
Questo il dettaglio dei punteggi relativi ai parametri considerati nell’indagine: Servizi 85, Borse 87, Strutture 93, Comunicazione e servizi digitali 108, Internazionalizzazione 94 (da 90 del precedente rapporto) e Occupabilità 93 (da 85). Borse e servizi sono le performance più penalizzanti nella classifica Unipg.

 


Da evidenziare, inoltre, un dato particolarmente significativo: l’ateneo ha fatto registrare una straordinaria crescita delle immatricolazioni, di ben il 45% contro la media italiana del 4,4%, divenendo così l’Università con l’incremento maggiore nel Paese (fonte: rapporto Osservatorio Talents Venture 2021). 9.236 nuovi iscritti ai corsi di laurea, alle scuole di specializzazione e ai dottorati, con un incremento del 45% rispetto ai 6.351 riscontrati lo scorso anno alla stessa data. “Al di là delle classifiche, che rappresentano uno strumento importante ma sempre delicato, mi fa particolarmente piacere osservare come la comunità accademica universitaria stia riscoprendo un senso di appartenenza e di missione comune, al servizio del benessere del territorio e delle persone – sottolinea il rettore Maurizio Oliviero -. Un risultato condiviso che è il frutto del lavoro quotidiano, svolto con serietà, passione e competenza, dal corpo docente e dal personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e cel ma anche del preziosissimo apporto di idee e proposte di studentesse e studenti”. E Oliviero aggiunge: “Un altro dato significativo è l’aumento dell’interesse dimostrato da aziende nazionali e internazionali nei confronti delle nostre laureate e dei nostri laureati. In considerazione di tutto questo, diviene oggi più che mai strategica una visione e un’azione comune dell’Università con le istituzioni".