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Umbria, in busta paga 637 euro in meno per ogni lavoratore in Cig

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Nei primi cinque mesi dell’anno i lavoratori umbri in cassa integrazione hanno perso, al netto dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, oltre 29 milioni, in media 637 euro in meno al mese nella busta paga di ognuno. E’ quanto emerge da un’analisi condotta dalla Uil sugli ammortizzatori sociali che ipotizza che tutte le ore autorizzate siano effettivamente usate e che la retribuzione media sia di 20.900 euro. 

 

 

 

Nel periodo gennaio-maggio le ore di cassa integrazione autorizzate in Umbria sono state 18.647.406 di cui 4.861.243 per l’ordinaria, 1.476.318 per la straordinaria, 6.460.083 per quella in deroga e 5.849.762 per il Fis e i Fondi solidarietà bilaterali. Secondo lo studio elaborato dalla Uil, tra riduzione dello stipendio e mancati ratei su 13° e 14°, gli ammortizzatori sociali producono una perdita che si aggira intorno al 19% sulla busta paga dei lavoratori che in Umbria, appunto, sono alleggerite complessivamente di 29.089.953 euro. E, entrando nel dettaglio, di 7.583.539 per i dipendenti in cassa ordinaria, 2.303.056 per quelli in cassa straordinaria, 10.077.729 per la cassa in deroga e 9.125.629 per Fis e Fondi solidarietà bilaterali. A livello nazionale, la perdita è stata quantificata in 2,3 miliardi di euro. A fronte di circa 1,4 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nei primi cinque mesi del 2021, i beneficiari hanno perso, mediamente fino a qui, 3.185 euro netti. 

 

 

 

“Anche a fronte di questi dati drammatici - osserva Gino Venturi segretario Uil Umbria - restano intollerabili le lungaggini e i ritardi della pubblica amministrazione, anche in Umbria, nell’utilizzare quelle risorse che potrebbero invece creare occupazione e ridurre l’uso della cassa integrazione”. Per Luciano Marini, presidente del Caf Uil dell’Umbria, “si corre il rischio che lo sblocco dei licenziamenti stabilito dal Governo possa aggravare ulteriormente la situazione, mentre si sottolinea la necessità – non ulteriormente procrastinabile – di una riforma degli ammortizzatori sociali secondo logiche solidaristiche, del rilancio delle politiche attive del lavoro ma anche adeguati investimenti in formazione e riqualificazione del personale”. I più recenti dati Arpal (Agenzia regionale per il lavoro) mostrano, per il periodo maggio-giugno, una evidente ripresa sul fronte occupazionale con oltre 28 mila assunzioni che fanno segnare un + 40% rispetto ai primi quattro mesi dell’anno. Incoraggianti, su questo fronte, anche i numeri che arrivano dall’analisi Exclesior sulle previsioni occupazionali per il mese di luglio che parlano di 5.640 assunzioni previste, 890 in più rispetto al luglio 2019 (pre Covid). Numeri incoraggianti ma non totalmente sufficienti a regalare ottimismo.