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Umbria Jazz 2021, chiusura in tango ma obiettivo solo sfiorato. Pagnotta polemico

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Sabrina Busiri Vici
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Umbria jazz 2021 si è chiusa domenica 18 luglio sulle note del tango di Astor Piazzolla suonate dal quintetto a lui dedicato, rilette da Danilo Rea e customizzate dai Funk off. Soddisfatto il presidente Gian Luca Laurenzi. Storce il naso il direttore artistico Carlo Pagnotta. Non c’è dubbio: un’edizione complicata. Da “cuore oltre l’ostacolo” come è stato detto nella mattinata precedente dedicata al bilancio che si è tenuta all’hotel Brufani con gli organizzatori e il sindaco Andrea Romizi.

 

 

I numeri si discostano dall’obiettivo fissato: “Quest’anno puntiamo a almeno a 10 mila paganti” aveva detto Laurenzi all’apertura delle prevendite. Così non è andata. Il botteghino ne registra 8 mila per 300 mila euro di incasso. “Ma l’edizione ha realizzato altri obiettivi importanti - prosegue Laurenzi - la ripresa della socialità, della vita culturale e del turismo”. Lo conferma anche il sindaco: “Dobbiamo ripartire e Uj è stata una scommessa da giocare per rimettere in moto il settore e dare fiducia alla comunità”. “Da papà - ha aggiunto Romizi - ho apprezzato anche eventi collaterali come Uj4kids, ho visto mia figlia tornare cantando”.

 

 

Anche nella qualità degli artisti l’edizione è promossa: il top del botteghino se lo sono giocato Bollani e Marsalis. Ma qualcosa da dire non manca a Pagnotta: “Comunque se doveva andare così potevamo risparmiarci l’arena Santa Giuliana”. Da qui scatta la polemica con l’assessore Sciamana Pastorelli, come ha voluto appellarla Pagnotta, per aver chiesto una cauzione di 300 mila euro a Uj sull’utilizzo dello stadio. Una corto circuito innescato che rischiava di avere dei risvolti esplosivi calmierati dall’opera di mediazione del presidente Laurenzi. “Tutto comunque si è risolto per il meglio”, ribatte Romizi. Ma Pagnotta insiste: “E parla di criticità negli spogliatoi del Santa Giuliana, di muffa., maniglie che si rompevano negli anni precedenti. Insomma, acqua passata e problemi superati. Almeno per ora. E comunque la polemica serve al direttore artistico per rilanciare. Tre le richieste: più promozione all’estero grazie anche al protocollo sottoscritto con Sviluppumbria; più attenzione da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia per sostenere il ritorno delle clinics quest’anno assenti e soprattutto far partire la macchina progettuale verso il Cinquantenario del 2023. Una data impegnativa per la città. Che fare sindaco? Dalla nascita di un museo allo spazio per la musica alla biblioteca degli arconi al teatro del Pavone e San Francesco al prato. “Ci stiamo pensando”, prende tempo Romzi. E il filo lo riprende Pagnotta con un plauso alla sezione dedicata alle orchestre italiane che si è tenuta al teatro Morlacchi: “una rassegna mai fatta prima in Italia che ha dato ottimi riscontri”. Altra promessa: più spazio al rock e al pop. Dal 2021 al 2023 c’è comunque tanto in mezzo: a cominciare dal weekend ternano (dal 16 al 19 settembre) che sarà presentato il 28 luglio e poi l’edizione invernale a Orvieto di Ujwinter dal 29 dicembre al 2 gennaio. E il 2022 che “speriamo sia fuori dalla pandemia”. E’ l’augurio di tutti.