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Green pass, i lavoratori dello spettacolo dal vivo dell'Umbria: "Sì solo se con teatri e sale piene"

Il teatro di Montepulciano nello scatto di Cristicchi

Sabrina Busiri Vici
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Green pass per concerti, discoteche e teatri. L’ipotesi si fa sempre più concreta e così gestori e organizzatori di eventi dell’Umbria riflettono sulla misura per i mesi che restano dell’estate e allungano lo sguardo sull’autunno e i locali al chiuso. “Ben venga il green pass unito a una campagna vaccinale velocizzata se l’obiettivo sarà tornare a una capienza piena nelle sale da concerti, nei teatri e negli spazi dedicati allo spettacolo dal vivo”, commenta Gianluca Prinz Liberali promoter musicale Mea concerti e direttore artistico di Suoni Controvento che è in procinto di iniziare.

 

E aggiunge: “Le organizzazioni private che non godono di finanziamenti pubblici, hanno bisogno di poter contare su numeri consistenti per tornare a lavorare altrimenti la prossima stagione ci sarà il collasso e molti abbandoneranno. Cosa che peraltro già si è verificata in alcuni casi”. Lucia Fiumi, sempre di Mea Concerti, è sulla stessa linea e inoltre dice no alle iniquità create nella gestione precedente della pandemia: “Non vorrei vedere di nuovo categorie privilegiate rispetto ad altre o situazioni illogiche come librerie aperte e negozi di musica chiusi”. Un quesito a breve scadenza lo pone Patrizia Marcagnani dell’associazione Moon in june, festival e stagioni musicali: “Se la misura dovesse entrare in vigore in queste settimane sarà davvero un problema gestire il botteghino: c’è chi ha già acquistato i biglietti in prevendita per gli eventi e ora si trova a fare i conti con la necessità del green pass finora non necessario. Queste misure devono avere tempi compatibili con le attività altrimenti è tutto un fare e disfare”.

 

Contrari al lasciapassare i gestori delle discoteche: “Fare entrare in base al green pass può andare bene per i locali di liscio e latino-americano - afferma Enzo Muscinelli del Silb Confcommercio Umbria -, dove i clienti hanno un’età maggiore e quindi sono per lo più vaccinati. Tutto questo non vale invece per i più giovani che per avere la card dovrebbero ricorrere al tampone con un costo minimo di 25 euro”.