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Umbria, per il Superbonus c'è la proroga ma restano gli intoppi burocratici

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La proroga non basta. La scadenza del Superbonus è stata posticipata al 30 giugno 2022 per le abitazioni singole e al 31 dicembre per i condomini ma i problemi restano ancora tanti. L’applicazione di una misura che poteva essere risolutiva per la ripartenza dell’economia dell’Umbria rischia di trovare ancora un ostacolo insormontabile anzitutto nella burocrazia. Augusto Tomassini, presidente Confartigianato edilizia della provincia di Perugia parla di “criticità” che rischiano di impedire alle imprese di godere dei benefici legati alla misura del Superbonus 110 per cento.

 

 

 

Tomassini parla di difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali, lungaggini nelle consegne, assenza della “cila 110” sulle piattaforme Suape degli enti locali, lentezza nelle risposte per l’accesso agli atti da parte di molti Comuni, con molti archivi storici non ancora digitalizzati. A tutto questo spesso si aggiunge la scarsa formazione del personale coinvolto in questo processo, dai tecnici ai commercialisti al personale amministrativo pubblico e delle aziende, senza contare l'iter derivante dalla cessione del credito alle banche.

 

 

 

“Le nostre 500 aziende aderenti a Confartigianato edilizia della provincia di Perugia - spiega Tomassini - stanno sì vivendo un momento di ripresa e di importanti commesse – con una crescita del fatturato per il 2021 stimabile in media intorno all’8% - ma, al tempo stesso, si scontrano con una serie importanti di problemi. Questo circuito vizioso rischia di far perdere fino all’80 per cento degli ordini della committenza, per un valore di centinaia di milioni. Anche perché attualmente le aziende sono piene di contratti, non possono prenderne altri ma la scadenza della misura è così vicina che c’è il rischio che tutte le difficoltà attuali esplodano nei prossimi mesi, se non ci sarà una proroga almeno fino al 2025”. Al momento, gli unici a poter beneficiare di tempi più lunghi (fino al giugno 2023) saranno gli Istituti autonomi case popolari e altri enti analoghi. E c’è la possibilità di usufruire di ulteriori sei mesi di tempo se al momento della scadenza i lavori (fino al 31 dicembre 2023) se al momento della scadenza i lavori saranno almeno al 60 per cento del totale.