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Umbria, il lavoro riprende: 28 mila nuovi posti negli ultimi due mesi

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L’Umbria si rimette in moto. Il Pil si riallinea ai livelli nazionali e dal mercato del lavoro arrivano evidenti segnali di ripresa. Nei mesi di maggio e giugno, in particolare, sono state più di 28 mila le nuove assunzioni a fronte di una media di 10.390 avviamenti nei primi quattro mesi dell’anno. Un più 40% che dimostra come le aziende, appena uscite dal lockdown imposto dall’emergenza sanitaria, abbiano trovato fiducia nella ripresa e spinto il piede sull’acceleratore. I dati sono quelli forniti da Arpal Umbria, l’agenzia regionale per le politiche attive del lavoro coordinata da Adriano Bei, con la precisazione che si tratta di numeri che devono essere consolidati vista la possibilità delle imprese di comunicare i movimenti entro il ventesimo giorno del mese successivo.

 

 

Nei primi sei mesi del 2021, quindi in una fase di piena emergenza Covid, si sono registrati 69.695 avviamenti al lavoro, 2.557 trasformazioni di contratti a tempo indeterminato e 67.200 cessazioni. Il saldo tra avviamenti e cessazioni è positivo: +2.495. Gli effetti indotti dalla pandemia e dalle conseguenti sospensioni e limitazioni di molte attività economiche sono concentrati tutti nei primi quattro mesi dall’anno. Le riaperture hanno fatto il miracolo anche se, confrontando il primo semestre 2019 (quindi pre-Covid) con lo stesso periodo dell’anno in corso, resta ancora uno scarto del 16,3% (13.553 avviamenti in meno) da recuperare. Ma i presupposti ci sono. Il bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Arpal, parla di 5.640 assunzioni previste per luglio, 890 in più rispetto a quelle programmate per lo stesso mese del 2019.

 

 

 

“Stiamo andando nella direzione giusta”, ha evidenziato in una intervista pubblicata ieri dal Corriere dell’Umbria il presidente di Confindustria, Antonio Alunni. Quanto emerge dall’ultimo report di Bankitalia diventa, in questo contesto, una ulteriore conferma alle aspettative di crescita: la liquidità di famiglie e imprese è ai massimi storici per colpa della crisi generata dall’emergenza Covid. La nota, di per sè negativa, assume una connotazione diametralmente opposta in un’ottica di ripartenza dell’economia. “La Regione sta lavorando bene per agganciare la ripresa”, ha aggiunto il presidente di Confindustria Alunni per il quale non deve andare però sprecata la grande occasione che arriva dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La governatrice Donatella Tesei ha già annunciato un ulteriore cambio di passo e di strategia nella direzione di strumenti di supporto alle imprese e all’occupazione che siano selettivi e concentrati. Così l’Umbria riparte.